Il trono di spade: differenze tra l’originale e la versione VM18

Image Appena una manciata di secondi: ecco la differenza palpabile tra la versione censurata del giovedì sera e quella originale del venerdì notte. Almeno, questo è quello che abbiamo potuto verificare la settimana scorsa guardando in prima serata su RAI 4 la versione edulcorata de “Il trono di spade” e osservando con attenzione la sera dopo in orario non protetto la versione “uncensored”. Pochi secondi, dicevamo. Quelli necessari per mostrare l’inquadratura ravvicinata di un seno e qualche movenza sexy di ballerine discinte. In pratica, sempre che non si sia “maniaci” del particolare, non sembra proprio necessario  fare le ore piccole. Anche perché la trama di “Game of thrones” – questo il titolo originale – si segue perfettamente anche senza tanta dovizia di erotismo!

Il fantasy ispirato al primo volume della saga editoriale “A song of ice and fire” scritta da George R.R. Martin è un condensato di intrighi e colpi di scena che è giunto negli States, dove va in onda dall’aprile 2011 sul canale HBO, alla terza stagione. Nel cast – oltre a Bean, già Boromir ne “Il signore degli anelli” – si segnalano Lena Headey, protagonista del cult “300″, e Peter Dinklage, attore affetto da nanismo che per la sua interpretazione del personaggio di Tyrion Lannister ha conquistato un Emmy e un Golden Globe.

Una volta trasmessi, gli episodi de “Il trono di spade” saranno  disponibili sul sito www.iltronodispade.rai.it. da cui abbiamo tratto l’immagine che vedete.

Carosello Reloaded ok ma… cos’era Carosello?

ImageTra meno di 30’ andrà in onda su Rai Uno “Carosello Reloaded”, programma-evento il cui compito è di rinverdire i fasti del leggendario “Carosello”, la cui ultima puntata fu trasmessa oltre 30 anni fa, portando incassi a mamma Rai ed ascolti.

Ma cos’era Carosello?

Nato il 3 febbraio 1957 alle 20.50, il programma introduceva sull’unico canale allora esistente la cosiddetta pubblicità. I canoni da rispettare per i pubblicitari dell’epoca erano restrittivi al massimo: ogni “scenetta” – in bianco e nero con formato 35 mm – doveva essere approvata da una speciale commissione della Sacis e durare 2’15’’ di cui appena 35’’ dedicati alla réclame del prodotto. Si trattava del famoso “codino” che, per funzionare e far presa sul pubblico, doveva armonizzarsi allo sketch che lo precedeva.

All’epoca del primo Carosello, gli abbonati alla televisione ammontavano ad appena 3.666.161 persone. Ma il numero era destinato a crescere in breve tempo, così come il successo del programma che divenne presto oggetto di studio e di ammirazione anche oltreoceano.

Divenuto il programma più seguito della TV di Stato, “Carosello” chiuse i battenti il primo gennaio 1977: davanti a 19 milioni di italiani (di cui 9 bambini), una commossa Raffaella Carrà commossa recitò l’addio al programma brindando con un bicchiere di Stock.

caroselloComplessivamente Carosello trasmise 42 mila scenette per un giro d’affari di circa 95 miliardi di lire l’anno, vantò celebri testimonial quali Giorgio Albertazzi, Alberto Lionello, Mario Soldati, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, Aldo Fabrizi, Totò, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi,… e lanciò personaggi come l’Omino coi baffi, Topo Gigio, La Linea, Calimero o quel simpatico JoCondor di cui è già stata annunciata la resurrezione nella versione 2.0 del programma.

Vedremo se la versione “reloaded” sarà in grado di essere degna erede di cotal genitore! ;)

Per il momento si sa solo che “Carosello Reloaded” durerà 210 secondi (altro che i dieci minuti dell’originale) e conterrà tre spot per ogni episodio. Rispetto al famoso papà manterrà la sigla – anche se riarrangiata dall’Orchestra RAI – ma introdurrà una declinazione multimediale visto che sarà godibile su diverse piattaforme (web, cinema, social network,…).

Un’ultima annotazione: è improbabile che i bambini di oggi rispettino la famosa regola del “dopo Carosello tutti a nanna!”

Game of Thrones… Sesso ed intrighi “in chiaro”

Sbarca oggi in chiaro su RAI 4 la 1^ stagione de “Il trono di spade”, fantasy ispirato al primo volume della saga editoriale “A song of ice and fire” scritta da George R.R. Martin

Trasmessa negli States a partire dall’aprile 2011 dal canale HBO e andata in onda in Italia per gli abbonati di SkyCinema, la serie che approda “free” sul canale digitale Rai vanta in patria tre stagioni ed un significativo successo di pubblico dovuto al giusto mix di azione, intrighi e sesso. Con una significativa preponderanza degli ultimi due, se è vero che questa sera alle 21 andrà in onda solo la versione censurata e bisognerà attendere la seconda serata di domani per “godersi” quella integrale…

Ma a che servono tanti amplessi e miriadi di machiavelliche cospirazioni? Semplice: a conquistare il potere sul fantastico continente di Westeros. Sì, perché è di questo che in fondo parla “Game of Thrones” (titolo originale), della lotta per la conquista del potere.

Re Robert Baratheon chiede aiuto all’amico Eddard Stark (un affascinante Sean Bean) perché non si fida dei suoi sudditi ma dovrà vedersela con nemici presenti anche al di fuori della sua cerchia…

Il Trono di Spade presenta personaggi incredibilmente complessi e ambigui, capaci di tutto per il potere, pienamente a proprio agio in un mondo dove gli ideali e i valori cedono ai compromessi.

Nel cast – oltre a Bean, già Boromir ne “Il signore degli anelli” – si segnalano Lena Headey, protagonista del cult “300″, e Peter Dinklage, attore affetto da nanismo che per la sua interpretazione del personaggio di Tyrion Lannister ha conquistato un Emmy e un Golden Globe.

Oltre alla versione non censurata del venerdì notte, saranno  disponibili i video on demand nella settimana successiva alla prima messa in onda sul sito www.iltronodispade.rai.it.

Luca Bastianello: identikit del protagonista di Rosso San Valentino

LucaBastianelloDal 23 aprile scorso è il protagonista della fiction Rai “Rosso San Valentino” dove recita il ruolo di Giovanni Danieli, rampollo di una famiglia di imprenditori attiva nel campo della cosmesi e fautrice del celeberrimo profumo che dà il titolo allo sceneggiato in sei puntate.

E per quanto il suo nome non sia noto ai più, Luca Bastianello non è nuovo ad esperienze da protagonista. L’ultima occasione è rappresentata dal thriller “La donna che ritorna” dove il giovane attore, nei panni di Marco Leoni, doveva vedersela con la bravura e l’energia di un mostro sacro come Virna Lisi e prima di allora, era già apparso nelle fiction Rai  “Un papà quasi perfetto” (2002) e “Butta la luna” (2006) e nelle soap-opera di Canale5 “Vivere” e “CentoVetrine”.

Ma chi è Luca Bastianello? Nato a Padova nel 1979 e diplomato nel 2000 presso l’Accademia Palcoscenico di Alberto Terrani, appena ventunenne si trasferisce a Roma per conseguire la laurea in “Arti e scienze dello spettacolo” all’Università La Sapienza. Qui, tra un esame e l’altro, inizia a lavorare per la pubblicità: compare negli spot Ferrero diretti da Alessandro D’Alatri e Moment-200 girato da Gabriele Muccino.  Seguono diverse esperienze teatrali: dal debutto ufficiale al Teatro Piccolo Eliseo in “Frammenti di un discorso amoroso” (Werther) alla partecipazione ad alcuni classici (“Ippolito” , “Troiane”). Sul lato più personale, vanta la pratica a livello agonistico per 20 anni di equitazione e sci e una passione sviscerata per i modellini di “G.I. Joe”

Fin qui le informazioni ufficiali.

Qualcos’altro? Poco, per non dire niente. Addirittura il sito ufficiale dell’attore, http://www.lucabastianello.it, è fermo al 2010. Scarse le citazioni sul web, poche le recensioni sui suoi lavori.

(Ndr: la foto è tratta dal sito dell’attore ed è di Nicola Allegri)

BiancaComeIlLatte… in vetta al box office

BCILRCISUscito nelle sale italiane il 4 aprile scorso, “Bianca come il latte, rossa come il sangue” -  riuscitissima trasposizione cinematografica del bestseller omonimo firmato da Alessandro D’Avenia – è balzato immediatamente in vetta alle classifiche dei film più visti in Italia, battuto solo dai “paleolitici” Croods!

Il perché del successo non è dovuto solo alla massiccia operazione di marketing che ne ha accompagnato l’uscita né alla “piacioneria” dei protagonisti Luca Argentero e Filippo Scicchitano.

I motivi che spingono molti a recarsi in sala riguardano più l’originalità della pellicola dove, per una volta, il mondo dei giovani e della scuola non appaiono stereotipati. L’opera diretta da Giacomo Campiotti è infatti tratta da un testo che ha venduto un milione di copie e che è scritto da un insegnante appassionato e motivato (“sognatore” per dirla alla sua maniera), quindi titolato a parlare di scuola perché tra i banchi ci vive, operando quotidianamente nell’intento di formare i cittadini di domani. Ne deriva una storia viva e vivace, priva di topoi cui troppo spesso il cinema italiano ci ha abituati, stile professore depresso, allievi delinquenti, scuole fatiscenti,…

Un film grazioso quindi, ben recitato e ben diretto, che vale la visione.

Per le interviste ad Argentero e D’Avenia, clicca qui.