Capita raramente di vedere un film che ti appassioni dalla prima all’ultima inquadratura. Ebbene, mi è successo con “Win Win – Mosse vincenti”, pellicola scritta e diretta da Tom McCarthy in concorso al 29° Torino Film Festival.

“Win Win” suscita simpatia sin dalla prima sequenza, quella che vede il protagonista Paul Giamatti di spalle, mentre – accompagnato da un’allegra musichetta – corre lungo un viale nella boscaglia del New Jersey. Il jogging, lo sapremo poco dopo, è per lui una pratica quotidiana impostagli per combattere lo stress e l’ansia dovute alla crisi lavorativa che lo costringe a divenire factotum pur di non dover chiamare (e quindi pagare) l’idraulico, il tecnico informatico, il falegname. Mike, questo il suo nome, fa questo per gestire l’emergenza: “corre” o, per meglio dire, “fugge” dal problema fingendo che tutto sia ok.

E dire che per il resto, la vita di Mike è quasi idilliaca. Perché, lo si capisce subito, non gli manca la ricchezza più grande: l’affetto. A casa lo attendono infatti un’amorevole mogliettina (una splendida Amy Ryan), due figlie, un amico fraterno ed un collega avvocato che si diletta con lui a fare il coach di una scalcinata squadra di adolescenti lottatori.

Improvvisamente, gli si presenta l’occasione d’oro. Uno dei suoi anziani clienti, Leo (Burt Young) colpito da demenza senile, rischia di finire sotto la tutela dello Stato. Mike coglie la palla al balzo: dichiara di voler essere lui il tutore del vecchio, lo schiaffa in una casa di riposo ed intasca mensilmente i 1500 dollari di vitalizio. Finalmente un po’ di respiro: può rinnovare l’assicurazione sanitaria, per lo meno.

Ma ecco la complicazione inaspettata: davanti a casa di Leo, Mike e la moglie trovano il giovanissimo Kyle, sedicente nipote del vecchio. Da questo incontro dipenderà una serie di eventi e di incontri (anche di lotta) destinati a cambiare per sempre la vita di Mike!

“Quella che era iniziata come una commedia sportiva si è poi trasformata in qualcosa di più simile a una commedia umana – ha dichiarato il regista.

E difatti, guardando “Win Win” si ha l’impressione di essere al cospetto di una pellicola non ascrivibile ad un solo genere cinematografico: c’è tutto, il dramma, la commedia, i sentimenti, l’ironia, la vita.

Ottimi tutti gli attori, a cominciare da Paul Giamatti: “Sono stato attratto dal personaggio e ho pensato che Tom McCarthy stava cercando di fare qualcosa di molto interessante, un film astuto e ben scritto. Il mio Mike è un uomo la cui vita è abbastanza retta e poi una piccola decisione la fa deviare dalla norma. Questo elemento è difficile da rendere bene”. Come rendere un uomo che sta lottando per la sua famiglia senza cadere in un disperato stereotipo, ma conferendogli avvincenti e ricchi livelli comici? “È stata una sfida perché Mike non è come i personaggi a cui sono abituato. È abbastanza contenuto e non si dà agli eccessi emotivi”.

Il risultato è notevole. Se avrete occasione di recarvi al cinema a vedere “Mosse vincenti”, questo il titolo italiano del film, vi scoprirete a sorridere, a commuovervi, a ridere con i protagonisti. Insomma, questi 106’ valgono assolutamente la visione.

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