Verso le 20 l’atmosfera nella passeggiata antistante gli ingressi del Palaolimpico è stranamente tranquilla. Dalle vie limitrofe sopraggiungono alla spicciolata isolati gruppetti di adolescenti e riassunti di nuclei familiari in cui l’under18 è il fan sfegatato e l’over è il papà o la mamma disposti ad accompagnarlo. La varia umanità di contorno prevede anche la presenza dei bagarini desiderosi di fare l’affare della serata ma destinati a restare a bocca asciutta perché di biglietti ce n’è parecchi ancora invenduti e basta andare alla cassa per acquistarli in tutta tranquillità e senza sovrapprezzi.

Entro dall’ingresso principale per godermi un po’ l’atmosfera: l’atrio è semideserto, sulla sinistra un banchetto che vende il merchandising ufficiale è circondato da una decina di fan.

Accedo al cuore del Palaolimpico: molti hanno già preso posto sulle gradinate o nella zona antistante il palco che, ovviamente ancora vuoto, appare piuttosto spoglio. Nessun effetto speciale, ma un “all black” appena contrassegnato da qualche qualche tocco di verde fluo in grado di richiamare il colore scelto per la campagna stampa del tour.

Seduta al mio posto (per la cronaca, si trova nel settore 117, fila 13 posto 5), ho modo di esaminare più approfonditamente il fan-tipo di Avril Lavigne. Diciamo subito che non sono solo di genere femminile e nemmeno adolescenti: ci sono infatti diversi rappresentanti del sesso forte e diverse fanciulle sono al di sotto dei 10anni. Anche dal punto di vista delle mise c’è da registrare una certa varietà: le appassionate di Avril si distinguono in “probabili”, “improbabili”, “indifferenti”.

Le prime hanno deciso di replicare in tutto e per tutto il loro idolo: ci perdono in personalità certo ma, per bontà di Madre Natura e per la fortuna di chi le guarda, possono permettersi il look da eterna adolescente sfoggiato dall’ormai 27enne cantante canadese. Le seconde dimostrano, ahimé!, un’ammirazione tale per l’autrice di “Complicated” da aver perso di vista lo specchio e l’autostima: rotoli di ciccia debordano dai fuseaux neri, ignari merletti fanno capolino tra le chiome decolorate ad arte, improbabili top fanno fatica a reggere la forza di gravità. E poi c’è la terza categoria: estratte dal contesto, potrebbero essere inserite indifferentemente in un’aula scolastica, al supermercato o a teatro perché nulla del loro aspetto palesa l’adorazione per la Lavigne.

Verso le 21.17 le tre categorie sono assalite dal primo brivido: 15 bodyguard prendono posto tra il palco ed il pubblico e la musica sparata a tutto volume per ingannare l’attesa si interrompe. La sensazione che lo spettacolo stia per iniziare coinvolge tutti e non appena gli altoparlanti riprendono a trasmettere (ma la voce è quella di Rihanna) la folla comincia ad invocare in coro “Avril, Avril,…”

Nulla da fare: bisogna attendere le 21.30 perché le luci si spengano ed il pubblico impazzisca (questa volta a ragione).

Sul palco sale la band, scende un fumo bianco dall’alto ed ella si palesa: con bacchetta magica verde acido d’ordinanza e gonna di pizzo canta la canzone che dà il titolo al tour (e al profumo da lei “creato”).

Tolta la gonna posticcia, Avril sfoggia maglietta con la sua effigie, fuseaux neri, anfibi scozzesi e si scatena sulle note di “What the hell” e di “Sk8er boy” (per la quale, al grido di “Hands up”, ottiene che tutti alzino le mani). A questo punto, alcuni lasciano i posti seduti per raggiungerla sotto il palco: ci si muove con facilità visto che il concerto non ha registrato il tutto esaurito…

Per la vena melodica bisogna attendere le 21.53: il pianista inizia ad eseguire prima in modo soft e poi più energico l’intro del brano che Avril ha realizzato per l’Alice diretta da Tim Burton.

Alle 22, dopo aver professato amore per l’Italia – a suo dire il Paese da lei preferito al Mondo… qualcuno ne dubitava? – annuncia When you’re gone.

Quindi imbraccia la chitarra acustica (altre volte farà lo stesso con quella elettrica) e, dopo aver urlato in italiano un “Ti Amo” al pubblico, intona altri brani fino alla scanzonata “Girlfriend” che deve piacere molto ai maschietti visto che qui si scatenano di brutto per poi rilassarsi con altre canzoni ormai divenute un classico, come “I’m with you”.

Sono le 22.40 ed è l’ora dei finti saluti. Avril lascia il palco e dopo tre secondi rientra per l’ultimo blocco fatto di tre brani con “Complicated” a chiudere la serata. Sono le 23 esatte e Avril esce senza voltarsi indietro.

Luci accese e fine della storia.

Due considerazioni a margine:

1)    Per chi non è abbagliato dalla fan-itudine è impossibile non notare la freddezza della situazione: tutto è calibrato, non c’è spazio per il  fuoriprogramma, i tempi sono secchi così come stereotipate e di maniera sono le battute che Avril elargisce in inglese stretto;

2)    La civiltà dell’immagine è imperante: sotto il palco non c’è gente che guarda il concerto, ma gente che guarda il concerto attraverso macchine fotografiche e cellulari. Ormai “il mezzo è il messaggio” e c’è poco da fare.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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