Davide Ferrario ha scelto un tema impegnativo per il suo ultimo film: “Piazza Garibaldi” parla di Italia, di quella che fu,  fortemente voluta dall’eroe dei due Mondi e da tanti giovani pieni di speranza e di “fiducia nella possibilità di fare”, e di quella attuale, animata (si fa per dire) da una nuova generazione che appare poco interessata al proprio Paese così come al proprio destino.

Diciamo subito che l’impresa di raccontare la difficile materia gli riesce. Con un merito accessorio: quello di narrare con obiettività e schiettezza 150 anni di storia italiana partendo dall’impresa dei Mille e sfruttando l’itinerario garibaldino come pretesto per esaminare la situazione odierna. Intendiamoci: non è che mantenga sempre il giusto equilibro, ma qualche scivolone (la sterile polemica con il sindaco di Bronte, la sottolineatura musicale che accompagna i cameo di alcuni politici) si può anche perdonare.

Stilisticamente, Ferrario opta per una struttura a capitoli: undici, per l’esattezza. Si parte da “Cosa resta” e si finisce con “Epilogo” passando per “Fratelli, nemici”, “Quale Italia”, “Il nuovo mondo, vecchio”, “Rovine”, “Serpenti”, “Pane”, “Martelli e pennelli”, “Partigiani” e “Luci dal ponte”.

Ogni capitolo segna una tappa del viaggio che il regista lombardo affronta con l’amico e complice Giorgio Mastrorocco. Il punto di ritrovo è il liceo Sarpi di Bergamo dove entrambi ammettono di aver trascorso gli anni di scuola fra proteste ed occupazioni e da dove, molti anni prima, altri giovani partirono per vivere l’avventura del “Qui si fa l’Italia o si muore”. Dalla città lombarda si passa a Quarto e da qui si approda in Sicilia: il viaggio procede dalle saline di Marsala alla Valle del Belice fino alle zone più remote nelle quali chi è onesto “campa di solitudine” salvo poi abbracciare idealmente chi si ritrova a Capaci per celebrare il triste anniversario della morte di Giovanni Falcone. Attraversato lo stretto, i due prodi abbandonano l’iter della prima spedizione garibaldina per avventurarsi in Calabria, in Basilicata e quindi in Campania.

La tesi di Ferrario, chiara ed esplicita, è che gli italiani sono un popolo di fratricidi (sin da Romolo e Remo!), incapaci di ribellarsi al potere (il “padre” da abbattere) ma ben disposti a combattere gli uni contro gli altri trasformando la propria nazione in un’eroina stile “Traviata”.

A rinforzare la tesi, quattro brani letterari recitati da altrettanti attori (Marco Paolini per Saba, Luciana Littizzetto per Leopardi, Filippo Timi per Savinio e Salvatore Cantalupo per Bianciardi) nel Senato recentemente ricostruito (con qualche libertà) all’interno di Palazzo Madama a Torino.

Il film, sostenuto dalla Film Commission Torino Piemonte, dopo essere stato presentato alla Biennale di Venezia, arriverà nelle sale italiane il 20 novembre in occasione della fine delle celebrazioni dei 150 anni della proclamazione del Regno d’Italia.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). In tv è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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