La fama dà e toglie. Dà opportunità, notorietà, visibilità, ma spesso toglie credibilità. Per lo meno, questo è ciò che accade a Riccardo Scamarcio, fino a ieri stella del cinema italiano, oggi lumicino del palinsesto Rai.

Facciamo un passo indietro: lanciato da una serie tv per adolescenti (“Compagni di scuola”: con lui c’erano anche Laura Chiatti ed il figliolo, ora regista, di Cristian De Sica) ed assurto a mito con “Tre metri sopra il cielo”, da anni Scamarcio tenta di costruirsi un’immagine d’attore che sostituisca quella di sex symbol per fanciulle in età puberale.

Ci ha provato in tutti i modi: evitando ruoli troppo scontati (con qualche scivolone, tipo il seguito di “3MSC” e lo sceneggiato “La freccia nera”), impegnandosi con registi del calibro di Giovanni Veronesi e Sergio Rubini, perfezionando la dizione, andando all’estero (per Abel Ferrara)… Anche la relazione con la più matura Valeria Golino, iniziata sul set del piemontese “Texas”, avrebbe dovuto contribuire a “staccare” Scamarcio dall’immaginario collettivo che lo vedeva “divo usa-e-getta” degno più delle copertine di “Cioè” che di festival e rassegne di prestigio.

I risultati però non lo hanno premiato. Dopo tanto lavoro, infatti, era lecito aspettarsi di più, almeno in termini di ascolti, dalla fiction in cui – a distanza di diversi anni dalla sua ultima apparizione televisiva – Scamarcio avrebbe vestito i panni del protagonista assoluto.

Ed invece “Il segreto dell’acqua”, 6 puntate in onda su Rai Uno, si sta rivelando incapace di surclassare la concorrenza: battuto da “Dov’è mia figlia?” con Claudio Amendola, ma anche da “Ballarò” o da “Anna e i cinque”.

Il motivo? Difficile dirlo, perché lo sceneggiato Rai avrebbe tutte le carte in regola per funzionare: una buona regia (di Renato De Maria), un soggetto interessante, musiche trascinanti, dialoghi calibrati ed un personaggio principale atipico e sfaccettato in grado di offrire ottime opportunità interpretative che Scamarcio, a dire la verità, coglie a sufficienza.

Quindi? Quindi evidentemente Scamarcio è vittima di un pregiudizio, lo stesso per il quale è divenuto il sex symbol per una generazione di fanciulle. Bellissimo per partito preso, snobbato per partito preso.

Peccato, perché il “Segreto dell’acqua” è un buon prodotto televisivo. Anche grazie a (e non nonostante) Scamarcio.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). In tv è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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  1. ines ha detto:

    si quello che dici è vero e lo sceneggiato invece merita sarei curiosa di sapere i libri letti e citati nel romanzo è possibile averne il titolo e l’autore

  2. ines ha detto:

    di questo sceneggiato che ho apprezzato mi interesserebbe sapere i nomi dei libri citati e gli autori degli stessi se possibile grazie

  3. dael72 ha detto:

    Cara Ines, mi fai un domandone da 10mln di dollari! Pur avendo seguito le puntate, non ho preso appunti sui libri… Ricordo “Il lungo addio” di Raymond Chandler ma è ben poca cosa rispetto alla miriade di testi che legge Caronia…
    Bisognerebbe girare il quesito agli sceneggiatori della fiction che sono Umberto Contarello, Filippo Gravino, Sara Mosetti e Marco Pettenello.
    Contarello ha una pagina Facebook: perché non provi a contattarlo direttamente?
    Spero di esserti stata comunque di aiuto.

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