Le voci circolano da qualche giorno sul web ed il passaparola tra i numerosi fan della serie tv non fa che confermare i “rumors”: l’ispettore Coliandro potrebbe diventare un film!

Dopo quattro stagioni televisive, quindi, la serie interpretata con bravura da Giampaolo Morelli trasmigrerebbe dal piccolo al grande schermo. Il condizionale è d’obbligo ma, visto che parliamo di polizieschi, manteniamo un po’ di suspence sui motivi che ci spingono a non usare il modo indicativo…

All’origine del trasloco c’è la cancellazione della serie da parte della Rai, apparentemente non più interessata al prodotto (strano però: dal 9 novembre Rai Due trasmetterà le repliche!). Digitando “ispettore Coliandro” su un qualsiasi motore di ricerca, potrete farvi un’idea delle piccate reazioni degli appassionati: sul sito http://www.coliandro.it c’è addirittura una pagina dedicata intitolata “protesta contro Rai”.

Chi scrive, pur avendo seguito con interesse tutti i quattordici episodi trasmessi dal 2006 al 2010 ed averli trovati anche divertenti, non riesce a dar del tutto torto alla tv di Stato e di seguito vi spiega anche il perché che, guarda caso, ha a che fare con l’uso del condizionale di cui sopra.

“L’ispettore Coliandro” era recitato benissimo, vantava un’ottima colonna sonora ed una regia ultramoderna, ma aveva un difetto imperdonabile capace da solo di distruggere il tutto: l’assenza di trame avvincenti. In pratica il nostro eroe, “il braccio maldestro della legge”, nonostante l’ottima caratterizzazione, pagava troppo spesso lo scotto della mancanza di una valida sceneggiatura. Non sempre, sia chiaro: gli episodi si alternavano per qualità di scrittura. A rimanere costante (lo ripetiamo) era l’ottima interpretazione di Morelli e dei comprimari, primo fra tutti Paolo Sassanelli.

A ben guardare, probabilmente proprio il vuoto dello script rendeva ancor più imperdonabile l’abbondanza di turpiloquio, necessario a rendere lo spirito del personaggio, ma esagerato se non meglio circostanziato o supportato da un copione interessante. Insomma, invece di condurre le sue indagini – strampalate ma di successo – su questo o quel criminale, il nostro eroe avrebbe dovuto inforcare i suoi RayBan d’ordinanza, salire sulla sua Alfa e gironzolare per la sua Bologna cercando di capire chi avesse ucciso la sceneggiatura!

Un delitto, pardon, un difetto che, a ben guardare, era ed è evidentemente noto anche ai produttori della fiction se è vero che ora, per il film in progetto, è stato indetto un concorso finalizzato a trovare chi sia in grado di inventarsi una storia degna del grande schermo. Avete capito bene: Carlo Lucarelli, ideatore del personaggio, non si occuperebbe di buttar giù le idee necessarie a far vivere l’emulo dell’ispettore Callaghan al cinema. No, il parto creativo è richiesto ai suoi fan o a qualche sceneggiatore disposto a lavorarci ed il bando, postato su Facebook anche da Giampaolo Morelli in persona, è all’indirizzo www.bottegafinzioni.it

A questo punto non resta che accettare la sfida (aperta sino al 3/12), ideare qualcosa di buono e, chissà, magari la Rai si ricrederà!

N.B. Lucarelli non si inventerà la nuova avventura di Coliandro, ma è il capo-bottega della “Bottega Finzioni” fautrice del bando di concorso, una sorta di scuola per autori. “Laddove possibile, i partecipanti che lavoreranno alla scrittura dei progetti saranno accreditati come collaboratori o come autori, a seconda del ruolo che svolgeranno, in modo che, al termine della loro permanenza in Bottega, oltre che diverse esperienze sul mestiere di raccontare, possano avere un curriculum di lavori già realizzati”. Speriamo che l’iniziativa sia una reale opportunità per qualche giovane creativo italiano.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). In tv è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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