“Il troppo stroppia” verrebbe da dire osservando i dati auditel relativi all’ultima puntata di “Un amore e una vendetta”. Andata in onda ieri sera, ha racimolato poco più di 3milioni di telespettatori, una cifra ridicola  anche se paragonata ad altre fiction. Ed il riferimento a “La donna che ritorna”, con la straordinaria Virna Lisi, non è casuale. L’alibi della tv generalista schiacciata dai satelliti non regge neppure, visto lo straordinario successo di “Il più grande spettacolo dopo il week-end”, un varietà che, di lunedì, cattura l’attenzione di 12milioni di persone ben felici di sintonizzarsi su Rai Uno e dimenticare l’uso del telecomando.

Ne deriva che “Un amore e una vendetta” non era un buon prodotto? No. La regia era avvincente, gli spunti interessanti, gli attori (salvo alcune eccezioni) bravi. Quello che non è andato è stato lo “stiracchiamento” della trama su otto, dico otto, puntate. Guardandole, chi scrive non ha potuto evitare di notare l’andamento altalenante delle stesse: mediocre la prima, buona la seconda, appena sufficiente la terza, interessante la quarta e via di seguito.

Sarebbe stato certo meglio ridurre il prodotto a quattro serate (guarda caso, “La donna che ritorna” era articolato in quattro episodi) che avrebbero consentito un maggior ritorno di ascolti e di interesse.

L’unica fortuna è che una fiction del genere non può prevedere un capitolo due. Smessi finalmente i panni di Lorenzo Bermann, Andrea Damonte si è vendicato di chi di dovere, ha scoperto un losco traffico di bambini, ha ritrovato la sua amata Laura e abbracciato il figlioletto Mattia. Insomma, la puntata si è conclusa con un sottinteso “e vissero tutti felici e contenti”. E così lo spettatore, avvilito da un “Tutti pazzi per amore 3” e mortificato da un “Don Matteo 8”, può ben sperare di non incontrare in futuro “Un amore e una vendetta 2”!

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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