Mentre la versione cinematografica batte tutti i record registrati al botteghino risultando il blockbuster di questo Natale 2011, sul piccolo schermo si affaccia questa sera alle 21.10 la quasi omonima fiction televisiva targata BBC.

Stiamo parlando di “Sherlock”, miniserie prodotta dalla rete ammiraglia britannica: tre episodi da 90’ l’uno destinati, quanto meno, a far discutere. Sì, perché se al cinema il pubblico si è prestato al gioco di vedere il dinoccolato detective ideato da Sir Arthur Conan Doyle rappresentato con piglio autoironico e fisico da lottatore professionista, non è detto che il telespettatore sia parimenti portato a trovare l’investigatore della Londra ottocentesca catapultato nel XXI secolo! La fiction “made in UK” si prende, infatti, più di qualche licenza poetica rispetto all’originale cartaceo. Tanto per cominciare, Sherlock vive ai giorni nostri: operazione già accaduta, con alterne fortune, a investigatori di calibro come Nero Wolfe, quindi non particolarmente sconvolgente. Se non fosse che Holmes non fuma ma usa cerotti alla nicotina, preferisce navigare in Rete piuttosto che girare per le strade di Londra e condivide l’appartamento al 221B di Baker Street (questo dato, per fortuna, rimane invariato) con il dottor Watson, medico sì, ma reduce dal conflitto in Afghanistan!

Coraggio ai limiti dell’azzardo? Affronto ad un’icona del genere? Forse.

Però, c’è un però. Anzi due.

Primo: il marchio BBC, fino a prova contraria, equivale a garanzia di estrema qualità. Diretta con piglio da Paul McGuigan, la miniserie è definita dalla stessa rete “A thrilling, funny, fast-paced contemporary remake of the Arthur Conan Doyle classic” (ovvero “un avvincente, divertente, frenetico rifacimento del classico di Arthur Conan Doyle”) e la prima messa in onda, nell’estate 2010, ha riscosso un tale successo tra i britannici da spingere i produttori alla pronta realizzazione di una seconda stagione che andrà in onda verosimilmente già nell’inverno 2012.

Secondo: nell’ammirare le foto del cast non è possibile non vedere la volontà di rispettare i tratti salienti della tradizione. Benedict Cumberbatch, inglese classe 1976, assomiglia a Holmes molto più di Robert Downey Jr (e chi scrive adora quest’ultimo dai tempi in cui recitava ruoli pensati per lui che poi, causa droghe e altro, finirono a Johnny Depp) e Martin Freeman, connazionale del 1971, futuro Bilbo Baggins ne “Lo Hobbit” di Peter Jackson, offre a Watson l’aspetto bonario ed anonimo che gli è proprio (altro che Jude Law, al quale va riconosciuto, comunque, il successo nell’impresa quasi impossibile di riuscire a “cancellare” il suo fascino nella versione cinematografica di Guy Ritchie).

Insomma, ci sono talmente tanti pro e tanti contro da incuriosire chiunque, dal cultore al semplice telespettatore medio. L’appuntamento è questa sera, su Italia 1, con il primo episodio intitolato “Uno studio in rosa”.

P.S. Per “Sherlock” la suor Angela di Elena Sofia Ricci in “Che Dio ci aiuti!”, circa 7milioni di telespettatori al suo esordio settimana scorsa su Rai Uno, rischia di essere peggio di Moriarty! Speriamo non si rimetta a fumare… 😉

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

Una risposta »

  1. quandolibuttivia ha detto:

    Avevo visto questo telefilm in inglese e francamente non mi è dispiaciuto. Crea un immaginario molto strambo ma allo stesso tempo riesce ad essere convincente

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