Ieri sera Celentano ha portato a termine un’impresa iniziata mezzo secolo fa. Allora, giovane e desideroso di non passare inosservato, voltò le spalle al pubblico. Questa volta, con l’aggravante di avere ampiamente superato la soglia dell’età della ragione, le ha voltate al Festival stesso.

Oltre 50′ di sproloqui hanno caratterizzato la prima serata di Sanremo 2012. Nessun rispetto per la libertà di pensiero (si può inneggiare alla chiusura di giornali?), per il buon gusto, per il buon senso. Armato di auricolari, il Molleggiato – pardon, il Noleggiato, come è stato ribattezzato da Luca & Paolo con evidente riferimento al compenso pattutito dal “Re degli ignoranti” con i vertici Rai – ha biascicato sermoni, animato invettive, inscenato siparietti con Pupo, Morandi, Papaleo, Canalis.

Ha anche cantato sì, ma come accaduto per gli artisti in gara, la musica è rimasta in secondo piano: l’esecuzione dei brani è stata un accidente, un caso, una pausa tra spot, parole e parolacce (la volgarità di Papaleo, sugellata dalla battuta proferita sul finale, si pone tra i momenti più brutti delle 62 edizioni); la stessa gara, a causa di problemi tecnici, si è di fatto interrotta dopo la seconda esibizione, quella di Samuele Bersani.

Però ad essere grave non è tanto la posizione di Celentano quanto quella di chi lo ha voluto su quel palco, strapagandolo e dandogli carta bianca. Nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso è imperdonabile da parte di tutte le personalità coinvolte le quali, pur proferendo pubbliche ammende, sorridono tronfie dei risultati auditel. Ricordiamo a lor signori che il servizio pubblico non deve basare il successo sulla quantità degli spettatori sintonizzati ma piuttosto sulla qualità dei prodotti e sull’indice di gradimento. Ebbene, stime approssimative parlano di un 80% di teleutenti annoiati se non addirittura sdegnati dall’intervento del settantaquattrenne.

Ieri Celentano ha ucciso il Festival mancando di rispetto ai suoi colleghi ed in questa impresa ha avuto un complice inaspettato, un altro artista: Gianni Morandi. Il cantante di Monghidoro, che lo scorso anno aveva garantito un ritmo veloce delle esecuzioni consentendo agli interpreti di proporre le loro canzoni una dietro l’altra in modo da facilitare trasparenza e equità di trattamento, quest’anno ha partecipato al delitto senza battere ciglio. Forse ogni tanto prendere posizione sarebbe auspicabile…

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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