In attesa dell’ormai imminente assegnazione degli Academy Award 2012, ecco una selezione di curiosità, aneddoti e “incidenti” che hanno costellato la storia del celeberrimo e patinatissimo premio!

ORIGINE Era il lontano 1929: il produttore Louis B. Mayer, dopo aver fondato l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, pensò di accrescere il pregio dell’associazione creando un riconoscimento destinato ai professionisti della “Settima Arte”. Nacque così il premio Oscar. La prima edizione, tenutasi il 16 maggio 1929, riguardava i film statunitensi e premiava solo 12 categorie. Col passare del tempo le cose cambiarono: i riconoscimenti aumentarono e furono estesi anche ai film stranieri (il primo ad esserne insignito fu, nel 1947, l’italiano Sciuscià di De Sica). Una curiosità: nel 1929 i film in concorso erano tutti muti e il vincitore fu Ali, diretto da William Wellman. Nella stessa serata venne assegnato un premio speciale al primo film sonoro della storia del cinema, Il cantante di jazz. Era l’inizio di una nuova era: Ali è rimasto l’unico film muto a ricevere l’Oscar.

IDENTIKIT La mitica statuetta fu realizzata dallo scultore George Stanley su disegno di Cedric Gibbons e, come tutte le dive che si rispettino, ha celebri misure: altezza 34 centimetri, base 13 centimetri, peso 4 chilogrammi. Nel 1939 però furono assegnate per la prima volta anche nove Oscar in miniatura: due vennero consegnati ai giovanissimi attori Mickey Rooney e Deanna Durbin, sette ai nani del film d’animazione Biancaneve e i sette nani di Walt Disney!

Inizialmente Oscar valeva tanto oro quanto pesava: era infatti d’oro a 24 carati e il suo costo si aggirava sui 150.000 dollari. Oggi invece il prezioso minerale costituisce solo il rivestimento di una speciale lega di rame, argento, peltro e nickel. Dopo la consegna pro forma davanti alle telecamere, tutte le statuette tornano in fabbrica per essere consegnate definitivamente ai vincitori tre settimane dopo. Questo è infatti il lasso di tempo necessario per incidere sul basamento di ognuna il nome del premiato.

IL SEGRETO DI UN NOME Oscar si chiama in realtà Academy Award, ovvero “premio dell’Accademia”. Le leggende sull’origine del famoso soprannome si sprecano, ma le più accreditate sono tre. Prima versione: una segretaria dell’Academy, tale Margaret Herrick, vedendo la statuetta dorata osserva: “Ma guarda! Sembra mio zio Oscar…”. Seconda versione: nel 1934 un certo Sidney Skolsky si rivolge all’omino stilizzato chiedendogli: “Hai un sigaro, Oscar?”. Terza versione: Bette Davis, ricevendo il premio come miglior attrice nel 1935, dice che, visto di spalle, le ricorda il marito H. Oscar Nelson jr.

ANEDDOTI Celebre è la gaffe di cui fu protagonista Frank Capra: era il 1933 ed il regista aveva ottenuto la sua prima nomination. Al momento della premiazione sentì il presentatore dire “vieni a prendere il premio, Frank”. Capra si alzò raggiante e si avviò verso il palco ma si rese conto che i riflettori non illuminavano lui bensì il vero vincitore, il regista Frank Lloyd! Nel 1975 l’emozione giocò un brutto scherzo anche a Carmine Coppola al quale sfuggì di mano il premio ricevuto per Il Padrino parte seconda. Il povero Oscar si ruppe in due di fronte alle telecamere…

Ci fu chi dimenticò Oscar nel bagno (Meryl Streep nel 1979); chi, rimasto a casa, vide uno sconosciuto ricevere il premio al suo posto (Alice Brady nel 1937); chi, durante una premiazione, attraversò il palco nudo (un certo Robert Opel nel 1974); chi, uscito per fumarsi una sigaretta, non poté rientrare nell’auditorium e venne arrestato perché accusato di avere un aspetto poco raccomandabile. E l’elenco potrebbe continuare in eterno…

TOP SECRET In molti se lo domandano: i nomi dei vincitori sono proprio segreti? Parrebbe di sì. Ovviamente però qualcuno ne conosce l’identità con un certo anticipo: sono i responsabili dello studio notarile Price-Waterhouse di Los Angeles i quali, un paio di giorni prima dell’assegnazione, prendono visione dei tabulati contenenti le votazioni dell’Academy e inseriscono nelle apposite buste i cartoncini recanti i nomi dei premiati. Appena cinque minuti prima della cerimonia i due funzionari raggiungono il luogo della premiazione recando all’interno di due ventiquattrore (cui sono ammanettati!) le buste da consegnare ai presentatori cui spetta il compito di annunciare i vincitori.

RIFIUTI Il più celebre è forse quello di Marlon Brando che nel 1973 non si presentò a ritirare la statuetta e mandò al suo posto una giovane pellerossa “in segno di protesta per il trattamento inumano riservato dal governo americano agli indiani”. Altri prima di Brando avevano detto “no, grazie” all’ambìto riconoscimento: Eric Von Stroheim, candidato nel 1950 per la sua partecipazione in Viale del tramonto, rifiutò la nomination a “migliore attore non protagonista” ritenendola riduttiva se paragonata alla sua luminosa attività di regista. Infine George Scott, non pago di aver rifiutato nel 1961 la nomination per Lo Spaccone, nel 1971 non accettò il premio per la sua interpretazione in Patton, generale d’acciaio.

GLI ASSENTI GIUSTIFICATI Non essere presenti alla cerimonia di consegna degli Oscar è un atto grave e poco remunerativo per le star di Hollywood che hanno ricevuto una nomination. Tuttavia assenti giustificati furono: James Dean nel 1957 (in lizza per la sua interpretazione ne Il gigante), Spencer Tracy nel 1968 (Indovina chi viene a cena), Peter Finch nel 1976 (Quinto potere), Massimo Troisi nel 1995 (Il postino). La giustificazione è dovuta al fatto che al momento della cerimonia erano tutti deceduti. L’unico a vincere post mortem fu Finch.

ANCHE I VINCITORI SBAGLIANO Capita che persino le pellicole ritenute “migliori” contengano degli errori. In Braveheart, premio Oscar nel 1995, i kilt indossati dal protagonista non sono quelli del clan che rappresenta e una comparsa indossa le Timberland in una scena di battaglia; in Forrest Gump (1994) si dice che Jenny è morta di sabato ma sulla tomba della donna la data riportata è quella del 22 marzo 1982, un lunedì; ne Il silenzio degli innocenti (1991) la protagonista ha gli occhi scuri da giovane e blu da adulta; in Balla coi lupi si vede la fune usata per far cadere uno stunt-man da cavallo; in La mia Africa (1985) Denys ripete più volte il gesto di svestirsi e di consegnare gli occhiali a Karen;…

IPSE DIXIT John Wayne: “Se vivi abbastanza a lungo e sei in grado di parlare, un Oscar puoi sempre vincerlo”; Woody Allen: “Quando vedi chi li vince, capisci quanto poco senso abbiano gli Oscar”; Frank Capra: “Non girate il vostro film migliore lo stesso anno di Via col vento. Del vostro capolavoro, la Notte degli Oscar, non se ne accorgerà nessuno”; Dustin Hoffman, ricevendola nel 1979: “Ehi, ma non ha sesso!”

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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