Avere diciassette anni può essere terribile specie se si vive a New York, si hanno ottime basi economico-sociali, si ha un padre per il quale la massima preoccupazione è un intervento di blefaroplastica ed una madre che non ha bisogno di lavorare visto che possiede una galleria d’arte che è più un passatempo barra investimento che altro. Aggiungeteci una sorella maggiore bella e intellettualoide che invidia ad una conoscente una vita più drammatica (ergo più degna di un’autobiografia) ed un cagnolino come amico.

Sì, avere diciassette anni può essere davvero un incubo, almeno per il protagonista di “Un giorno questo dolore ti sarà utile” (citazione ovidiana, tratta dagli “Amores”), ultima fatica del regista torinese Roberto Faenza. Il giovane James interpretato da Toby Regbo – versione gracile e poco maschia di Jude Law, incarnazione del “ventuno anni e non sentirli” visto che ne dimostra sì e no quindici – è in crisi profonda, esistenziale, assillato com’è da cento angustie e migliaia di pensieri: andare o non andare all’Università? frequentare i coetanei o no? comprendere i miei genitori o denigrarli? Sfogarsi con una life-coach o no? Drammi umani, non c’è che dire… E difatti il pubblico stenta a comprendere le ragioni di questa crisi e, soprattutto, la rapidità sorprendente con la quale sarà possibile lasciarsela alle spalle.

Tratto dall’omonimo libro di Peter Cameron (edito in Italia da Adelphi), dal quale però si discosta per certi particolari sufficientemente importanti da far scricchiolare un po’ l’intera impalcatura, il film resta irrisolto quanto il suo protagonista che risulta meno sfaccettato e forte di altri “ribelli senza causa” apparsi sullo schermo ed interpretati da James Dean, Montgomery Clift, Paul Newman o, in tempi più moderni, Ethan Hawke e Hayden Christensen, solo per citarne alcuni.

Certo, dalla sua “Un giorno questo dolore ti sarà utile” ha tre punti di forza: la luminosa fotografia, la piacevole colonna sonora curata da Andrea Guerra ed Elisa, l’ottima interpretazione degli attori ed una regia non invadente, quella che riporta Roberto Faenza oltreoceano, a distanza di quasi trenta anni dalla sua ultima incursione negli USA (allora il film era “Copkiller”, 1983).

A New York il regista ha trovato la giusta ambientazione ed un cast di prima grandezza, a partire dai premi Oscar Ellen Burstyn e Marcia Gay Harden per passare ai notissimi Lucy Liu e Peter Gallagher senza dimenticare la promettente star di “True Blood” Deborah Ann Woll.

“Il caso ha voluto che il romanzo originario sia stato pubblicato prima in Italia che in patria – ha dichiarato Faenza durante l’anteprima torinese, il 17 febbraio al cinema Romano – il che mi ha permesso di battere sul tempo chiunque volesse acquistarne i diritti. Il testo mi è piaciuto subito perché parla di un moderno giovane Holden: descrive il divario tra adulti e giovani ed il disagio di questi nei confronti di un mondo che non mi piace”.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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