Non capita frequentemente di poter ammirare un biopic realizzato tanto bene quanto “Walter Chiari – Fino all’ultima risata”. Non capita perché spesso gli sceneggiati che trattano la biografia di una personalità offrono ritratti edulcorati, fraintesi se non addirittura snaturati da intenti agiografici cosicché lo spettatore privo di opportuno bagaglio culturale rischia di crearsi una visione distorta di chi è al centro della trama. Esempi recenti, da “Anita” a “Il generale dei briganti“, invitano alla prudenza nel prendere per oro colato ciò che appare sul piccolo schermo ed il timore di chi scrive, ieri sera, era di trovarsi ad una forzatura simile anche per Walter Chiari.

Certo, sulla carta c’era la garanzia rappresentata dalla Casanova Multimedia Spa di Luca Barbareschi – responsabile di produzioni come “Nebbie e delitti” e “Edda Ciano e il comunista” – ma, si sa, la prudenza non è mai troppa.

E così, sintonizzata su Rai Uno, ho osservato con estrema attenzione la prima puntata della miniserie diretta da Enzo Monteleone e dedicata ad un attore di cui, per motivi anagrafici, riserbo un affettuoso (benché parziale, sono nata nel ’72!) ricordo. E con pari soddisfazione mi sono goduta la visione di una storia piacevole ed obiettiva.Sì, perché dopo aver sorriso nel vedere ad inizio puntata un cameo di Simone Annichiarico – figlio di Walter e di Alida Chelli –  ed aver provato a riconoscere tutte le location “prestate” dalla Film Commission Torino Piemonte, ho potuto seguire il ritratto misurato di un uomo molto simile a quello nato a Verona l’8 marzo 1924 e morto a Milano il 20 dicembre di sessantasette anni dopo. Sullo schermo sembrava di vedere proprio lui, Walter Chiari, con i suoi pregi e le sue debolezze. Merito di un’ottima sceneggiatura, di una stupefacente interpretazione di Alessio Boni e di un trucco e parrucco che in svariate inquadrature rende quasi impossibile distinguere l’attore dal personaggio.

Nel corso della puntata – che prende l’avvio dall’arresto e dal periodo di detenzione risalenti al 1970 per poi procedere attraverso flashback a ricostruire la vita dell’artista – lo spettatore ha potuto farsi un’idea dell’umanità del protagonista, della sua generosità e della sua ingenuità.

Ovviamente sarebbe stato impossibile rendere in una fiction l’energia strabordante e trascinante di un artista che era improponibile pensare di frenare o zittire sul palco e nella vita, ma lo spirito di Chiari è ben tratteggiato così come il bel rapporto, quasi fraterno, che lo legò all’attrice Valeria Fabrizi (recentemente vista accanto ad Elena Sofia Ricci in “Che Dio ci aiuti!” e qui interpretata magistralmente da Bianca Guaccero), unica presenza femminile stabile, cardine di una porta girevole che vide succedersi amanti, compagne divine come Lucia Bosè e Ava Gardner e una sola moglie.

Una sola pecca si potrebbe imputare a “Walter Chiari – Fino all’ultima risata” e riguarda il casting visto che i volti degli attori – eccetto quello di Boni e per certi versi quello di Caterina Misasi nei panni della Bosé – non ricordano le fattezze dei personaggi… Ma se questo è il prezzo da pagare per performance convincenti, va di lusso!

Per amore di cronaca, non si può tacere che l’auditel non ha premiato del tutto gli sforzi produttivi: l’audience registrata è stata pari a 5.535.000 telespettatori, poco più del 21% di share. Di solito, per le minifiction Rai, la puntata del lunedì va meglio di quella domenicale. Vedremo.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). In tv è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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