Diciamolo subito onde evitare fraintendimenti: chi scrive non è amante di certa filmografia italiana anni Settanta che tanto appassiona registi come Quentin Tarantino.

Nonostante questo è altrettanto vero però che – ben lungi dal farsi influenzare da beceri pregiudizi – ha offerto non una, ma ben due chance ai “6 passi nel giallo” proposti da Canale 5 per potersi in qualche modo ricredere sull’intero genere. La serie, infatti, per stessa ammissione dei produttori RTI e Leader Company, avrebbe dovuto rinverdire i fasti del thriller all’italiana mettendo dietro alla macchina da presa registi come Edoardo Margheriti e, udite udite!, Lamberto e Roy Bava – rispettivamente figlio e nipote di Mario (un nome, una garanzia).

Ebbene, l’impresa è fallita miseramente.

Nei due film andati in onda mercoledì scorso (“Presagi”) e ieri (“Sotto protezione”) manca l’ingrediente principale di un thriller: “il brivido dell’imprevisto” (e le virgolette sono dovute alla citazione di una memorabile serie tv di alcuni anni orsono).

Non solo non si prova la paura promessa a parole da attori e regista, ma il telespettatore è in grado di prevedere la sceneggiatura, tanto banale da rendere intuibili addirittura le battute che saranno pronunciate di lì a poco sullo schermo.

Ieri sera è stato quasi imbarazzante vedere Adriano Giannini alle prese con una storia trita, degna più di un fotoromanzo rosa che di un mystery, in cui tutto appariva scontato e l’altrimenti credibile Enrico Silvestrin sembrava la controfigura di se stesso. Sarà per questo che il film ha registrato appena 3.257.000 telespettatori, pari ad uno scarso 11,82% di share?

Oltre il danno la beffa: girati a Malta, gli episodi vantano presenze internazionali ed una recitazione in lingua inglese. Ebbene, al di là delle valutazioni sull’opportunità di esportare un prodotto simile, altro ingrediente stonato è proprio il necessario doppiaggio degli attori. Finché sono gli stranieri ad essere doppiati dai “maestri” del dubbing italiani va tutto bene, ma quando sono gli italiani a doversi doppiare iniziano i guai: non è detto che un attore ottimo in presa diretta sia altrettanto bravo a rifarsi in differita… E difatti non lo è.

Peccato: al momento 2 passi nel giallo sono andati in bianco, confidiamo mestamente nei prossimi 4 altrimenti, fra tanti morti ammazzati per fiction, la vera vittima sarà il thriller.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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