Il primo è l’alter-ego ufficiale del regista Tim Burton (a proposito: i due hanno annunciato l’ottavo film insieme, il comic horror “Dark Shadows“) . Il secondo è uno dei più illuminati attori britannici, fresco interprete di “Hysteria“.

A vederli sono diversissimi: Johnny è americano, ha un viso raffaelliano quasi femminile e vanta un’immagine da “bello, dannato ma redento” grazie al matrimonio (ora in naufragio) con la diva francese Vanessa Paradis; Rupert è alto e dinoccolato, scorrazza a cinquant’anni suonati con fisico da modello e aria da dandy portando con nonchalance un viso spigoloso tanto quanto il suo indomabile carattere di persona intelligente e sensibile.

Nonostante le apparenze però Johnny Depp e Rupert Everett vantano una caratteristica comune: l’aver vissuto un successo straordinariamente altalenante.

GLI INIZI Johnny Depp dovrebbe, se non l’ha già fatto, mandare un mazzo di fiori alla figlia del regista Wes Craven. Se non fosse stato per lei, probabilmente non sarebbe mai divenuto un attore. Nel 1984, il giovane Depp ha già tentato di sfondare come musicista, ma la sua carriera con il gruppo musicale The Kids si è arenata ancora prima di iniziare. Giunto a Los Angeles conosce Nicolas Cage che lo spinge a tentare un provino, quello per un film horror intitolato A Nightmare on Elm Street diretto da Wes Craven. Johnny, 21 anni, capelli neri a spazzola, tatuaggi ed aria emaciata, non corrisponde per nulla all’identikit del giovane biondo e muscoloso che il regista sta cercando per la parte di Glen, una delle vittime dell’efferato Freddy Krueger. Fortuna vuole che ad assistere ai provini ci sia la figlia di Craven che, in compagnia di alcune amiche, rimane abbagliata dal fascino del giovane. Così Depp ottiene il piccolo ruolo che gli permetterà l’ingresso nel mondo del cinema. In realtà il grande schermo non si accorge subito di lui: sarà grazie all’immensa popolarità ottenuta come protagonista della serie televisiva 21 Jump Street (in Italia: I quattro della scuola di polizia) che Hollywood si interesserà al promettente attore.

Se l’arrivo di Depp nel favoloso mondo di celluloide sembra quanto meno casuale, i primi passi di Everett sono certamente più consapevoli: anche l’allampanato inglese, classe 1959, sogna dapprima una carriera di musicista rock ma, a differenza del suo più giovane collega americano, decide già a 15 anni che il suo destino sarà la recitazione, si iscrive alla Central School of Speech and Drama di Londra e… ne viene espulso per insubordinazione! Abbandonati gli studi, costretto a dover sbarcare il lunario, finisce per sperimentare anche la vita del gigolò, esperienza che confesserà solo nel 1997 in un’intervista rilasciata al giornale US. Nonostante le difficoltà iniziali, Everett non abbandona la passione per il palcoscenico ed è proprio a Londra che, recitando nella trasposizione teatrale di Another Country, ottiene un enorme riscontro di pubblico e di critica che lo porta a interpretare lo stesso ruolo in un film per il grande schermo. Seguono i successi di: Ballando con uno sconosciuto, Cronaca di una morte annunciata, Gli occhiali d’oro. A fine anni Ottanta è talmente famoso da spingere la casa editrice Bonelli a prenderlo come modello per uno dei suoi più fortunati personaggi, l’investigatore dell’incubo Dylan Dog.

Ma il primo, rapido successo, anche se per differenti ragioni, non è destinato a durare a lungo né per Depp né per Everett: Depp decide che l’immagine di idolo per ragazzine non fa per lui e comincia a declinare le numerose offerte che gli arrivano dopo la notorietà ottenuta con Edward mani di forbice (1990). Evita così di partecipare a film destinati a sbancare i botteghini (Speed, Intervista col vampiro, Vento di passioni,…) preferendo piuttosto produzioni indipendenti e registi quanto meno eccentrici come Terry Gilliam, Emir Kusturica, Lasse Hallström.

Everett invece, più semplicemente, perde l’iniziale popolarità a causa dei suoi atteggiamenti sin troppo arroganti ed anticonvenzionali. E così, mentre Depp realizza pellicole poco popolari ma interessanti in cui si avverte la ricerca di un costante miglioramento, Everett si accontenta di prendere parte a produzioni scadenti (fra cui la pellicola italiana Dellamorte Dellamore, tratta da un racconto del creatore di Dylan Dog) e di arrotondare il cachet con la sua attività di modello e di scrittore.

LA NUOVA FAMA Sorprendentemente il successo torna ad arridere per primo proprio a Rupert Everett grazie ad un film creato apposta per risollevare le sorti di una ben più celebre collega, Julia Roberts. E’ il 1996. Il regista P.J. Hogan sta cercando un attore che faccia da spalla alla Roberts in una commedia romantica intitolata Il matrimonio del mio migliore amico: la parte, per la verità molto piccola, è quella dell’amico gay della protagonista. Qualcuno pensa immediatamente ad Everett: ha appena confessato pubblicamente la sua omosessualità, ha dimostrato di essere bravo recitando nel bel film La pazzia di Re Giorgio e, particolare non trascurabile, costa poco. Hogan, seppur dubbioso, decide di dargli la parte. Ma ecco la svolta: durante le proiezioni che anticipano l’immissione della pellicola sul mercato, il pubblico campione dimostra di gradire a tal punto la recitazione di Everett da spingere la produzione ad aumentare lo spazio a sua disposizione. Non solo, ma dato il successo internazionale della pellicola, si decide di mettere in cantiere un sequel la cui storia sia incentrata proprio sulla relazione tra il simpatico editore interpretato dall’attore inglese e la sua nevrotica amica impersonata dalla Roberts.

Il resto è storia di questi giorni: Everett, evidentemente maturato, riesce a gestire meglio la sua immagine. Sceglie di interpretare il piccolo ruolo di Cristopher Marlowe nel pluripremiato Shakespeare in love, si aggiudica la parte del bellissimo Oberon in Sogno di una notte di mezza estate e poi offre la sua bravura come interprete di pellicole tratte da classici di Oscar Wilde, suo personale mito. E difatti, mentre appare nelle sale in Hysteria, non fa mistero di voler portare sullo schermo un biopic sul suo idolo Oscar Wilde ritratto negli ultimi tre anni di vita.

Diverso è invece il percorso di Depp il quale aveva preferito non intraprendere la strada della facile popolarità per costruirsi piuttosto una solida fama di interprete capace. Proprio grazie alle sue scelte artistiche è stato notato da registi che l’hanno voluto come protagonista di pellicole importanti. E così, ormai certo di essersi guadagnato la notorietà più per le sue doti recitative che per il suo aspetto fisico, Depp ha poi deciso di partecipare anche a mega-produzioni come La nona porta di Roman Polanski, Il mistero di Sleepy Hollow dell’amico Tim Burton e la saga I pirati dei Caraibi che lo ha inserito definitivamente – non senza qualche mugugno da parte dei fan – nel circuito mainstream

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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