Esattamente trenta anni dopo aver prestato il suo volto ad uno dei personaggi più significativi e memorabili del cinema di fantascienza (il replicante di “Blade Runner”, quello di “Io ho visto cose che voi umani...”), Rutger Hauer indossa i panni medievali dell’imperatore Federico Barbarossa. Sono panni importanti, pesanti, quelli del primo imperatore della casata Hoenstaufen il quale, salito al trono del Sacro Romano Impero Germanico nel 1152 con intenti ambiziosi, si mise in testa di assoggettare alla sua corona i vari Comuni del Nord Italia. Mal gliene incolse, perché il tedesco – già combattente nella Seconda Crociata affianco allo zio Corrado III – aveva fatto i conti senza l’oste e l’oste si chiamava Alberto da Giussano, un tipino che la leggenda vuole ostico leader della Lega Lombarda, un’associazione spontanea che unì tutti i Comuni italiani nell’intento di dare filo da torcere alle mire espansionistiche dello svevo Federico I. Seguirono lotte, riconciliazioni, scontri e due atti finali: la battaglia di Legnano e la pace di Costanza con cui, di fatto, l’imperatore rinunciò ai suoi sogni di gloria e decise di partire per una Terza Crociata nel corso della quale trovò la morte guadando un fiume.

Fin qui la storia (e la leggenda).

Ma oggi e domani Rai Uno ospita in prima serata la fiction: “Barbarossa”, interpretato appunto da Hauer, è un film del 2009 che arriva sul piccolo schermo diviso in due puntate. Diretto da Renzo Martinelli, vanta un cast di assoluto rilievo che annovera Raz Degan (nei panni di Alberto Da Giussano), Kasia Smutniak, Cecile Cassel, il premio Oscar F. Murray Abraham e Angela Molina.

Per amore di cronaca, va detto che all’epoca dell’uscita nelle sale, distribuito dalla 01, “Barbarossa” fu anticipato dalle critiche di chi voleva vedere nella pellicola un marchio politico e che, a sostegno della propria tesi, sottolineava che dei dodici milioni di euro di costo, oltre un milione e mezzo provenivano dal finanziamento pubblico… Le polemiche non fecero bene al lungometraggio di Martinelli e le recensioni di parte contribuirono ad affossare il film che al cinema ottenne incassi insoddisfacenti.

La speranza è che il pubblico di Rai Uno si lasci conquistare da questa sorta di “Braveheart” all’italiana in modo che ciascun telespettatore possa farsi un’idea autonoma e, magari, con la scusa, documentarsi un po’ sui fatti accaduti in Italia diversi secoli fa e sulla figura del nonno dello “stupor Mundi” Federico II.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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