Siamo un popolo strano noi italiani.

Disposti a metterci in fila per vedere pellicole retoriche e ampollose su eroi leggendari stranieri, Robin Hood su tutti, e riottosi quando lo stesso trattamento è riservato a personaggi altrettanto leggendari ma, ahinoi!, nati entro i confini patri. Non ci faremmo scoraggiare da nessun parere critico se si trattasse di una pellicola “made in Usa”, ma siamo subito pronti ad assentire con espressione censoria agli appunti mossi dai soliti noti. D’altronde, sempre noi disdegnavamo l’inno di Mameli, incapaci di intonarlo perfino allo stadio, fino a quando un presidente che di nome fa Azeglio e di cognome Ciampi ci ha detto che forse era il caso di rispettare quella musica e quei versi che, in fondo, un po’ ci rappresentavano.

Ciò premesso, veniamo al dunque. Dopo essere stato penalizzato nelle sale due anni fa, “Barbarossa” ha subìto un nuovo smacco in tv, su Rai Uno: la prima parte ha  attirato circa 3.500.000 di telespettatori, la seconda 3.700.ooo. Ascolti mediocri, se si considera che di solito ci si stanzia almeno 1milione sopra…

Scevra da pregiudizi, ho guardato il film diretto da Renzo Martinelli ed interpretato da Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, F. Murray Abraham (solo per citarne alcuni!). Il film non è esente da difetti. A tratti sembra “Robin Hood” (soprattutto “Il principe dei ladri”, quello con Kevin Costner), per la maggior parte rieccheggia “Braveheart”. Non solo: la sceneggiatura è a volte risibile: possibile credere che il giovane Alberto Da Giussano parlasse di “libertà” e di “pace”? Non è più probabile che – sempre che sia esistito – inneggiasse alla “terra”, alla possibilità di salvaguardare i propri armenti o preservare le proprie donne? Aggiungete qualche effetto speciale sin troppo evidente e alcune scene quasi ieratiche in cui Degan sembra Gesù di Nazareth intento a fornire importanti insegnamenti ai suoi compagni di battaglia e la frittata è fatta.

Però c’è un però. Tante pellicole, a cominciare proprio dai vari “Robin Hood” e dal mio adorato “Braveheart”, se visti con aria di disincantato criticismo, rivelano pecche e retorica a go-go. In fondo “Barbarossa” è un prodotto di fiction ben recitato, che fa conoscere una parte della nostra storia, che offre l’ennesimo magnifico doppiaggio di Giancarlo Giannini e che rivela una maniacale attenzione ai dettagli, soprattutto nei costumi.

E così, forse perché per carattere non sono portata a schierarmi con la massa (Wilde diceva “Quando tutti mi danno ragione, temo di avere torto”) e a farmi dettare da altri cosa posso o non posso guardare o apprezzare, non ho trovato “Barbarossa” peggiore di altre produzioni, anzi. E di finanziamenti pubblici utilizzati per opere ben più ignobili ed inutili ne ho visti talmente tanti che gridare allo scandalo per la somma elargita per realizzare la pellicola Rai del 2009 mi sembra davvero poco sensato ed un filino ingiusto.

Poi che la Lega Nord si sia ispirata alla Lega Lombarda del XII secolo non deve importare granché. E come se uno non osasse mai dire “Forza Italia” per colpa di un tipino che vive ad Arcore…

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). In tv è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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