PNC_libroFresco vincitore del premio come miglior lungometraggio durante la nona edizione della rassegna “Bimbi Belli – Esordi nel cinema italiano”, “Pulce non c’è” (Italia, 2011, 90′) ha origini letterarie. La storia è tratta, infatti, dall’omonimo romanzo autobiografico edito nel 2009 da Einaudi che racconta una materia spinosa e delicata, quella di una bimba autistica sottratta alla sua famiglia a causa di un infamante sospetto che si rivelerà tanto infondato quanto deleterio per l’equilibrio suo, dei genitori e della sorella tredicenne.

Prodotto dalla Film Commission Torino Piemonte e presentato al Festival di Roma prima e al Sotto18 Film Festival torinese poi, il lungometraggio si avvale della regia di Giuseppe Bonito e dell’interpretazione di Marina Massironi.

L’autrice del libro Gaia Rayneri è stata coinvolta in ogni fase di lavorazione della pellicola garantendo così l’attinenza al testo originale e la veridicità dell’opera.

“Mi sono imbattuto nel testo di Gaia da semplice lettore – ci dichiarò il regista lo scorso autunno – Inizialmente sono rimasto colpito dalla sinossi, poi mi ha catturato la storia che sembrava urlare il bisogno di essere raccontata. La sensazione che ho avuto è che le parole usate da Gaia fossero insostituibili. In un secondo tempo, conoscendola, ho sentito la “verità” della storia. L’idea di realizzarne un film è stata istintiva: per 14 anni sono stato aiuto-regista e sentivo l’esigenza di mettermi in gioco, di rischiare in prima persona; poi mi piace pensare che un film sia una sorta di viaggio, di stimolo per me prima di tutto ed in questo caso mi sono addentrato nella dimensione dell’autismo, il che ha richiesto due mesi di ricerche ed un turbinio di sensazioni, dal disagio alla passione.Ho capito che non dovevo cercare nessun effetto drammaturgico. Per questo alla fine di ogni ciak, non mi limitavo a chiedere se fosse buono per il suono o per la voce, ma domandavo a Gaia se era buono anche per l’autismo!”

Ambientato a Torino (chi vive all’ombra della Mole riconoscerà Borgo San Paolo, il Centro Piero della Francesca, l’Ospizio dei Poveri Vecchi), “Pulce non c’è” è costato circa 1mln200mila euro, finanziati soprattutto dalla CRT e per una piccola parte dal Ministero che ne ha riconosciuto il valore culturale.

Intervista integrale a regista, attrice e autrice qui.

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