Elliott GouldUnica star hollywoodiana del 31° Torino Film Festival, Elliott Gould è un divo sui generis: l’ex marito di Barbra Streisand nonché protagonista di “Ocean’s Eleven” è infatti ritenuto uno dei maggiori esponenti di un’epoca cinematografica controcorrente, quella indipendente del cinema americano anni Settanta, ben lontana dal divismo e dalle atmosfere patinate tanto in voga oggi. E sarà anche per questo che Gould, giunto a Torino per godersi il TFF sin dalla serata inaugurale e protagonista di ben tre film proiettati nell’ambito della sezione “New Hollywood”, non si è risparmiato incontrando personalmente il pubblico presente in sala sabato per “California Split”, domenica per “Little Murders” e oggi per “Bob & Carol, Ted & Alice”. E se questi titoli sono più noti ai cinefili, è altrettanto vero che il grande pubblico associa il suo volto bonario ed il suo fisico robusto a classici come “M.A.S.H.” e “Il lungo addio”, entrambi diretti da Robert Altman: “L’offerta di Bob era da prendere al volo per chi come me aveva solo due film all’attivo – ha dichiarato l’attore – Ciò nonostante mi permisi di chiedere un cambio di ruolo: quello di Duke era un personaggio del sud e così proposi di interpretare il capitano Trapper!”.

E non fu l’unica volta in cui Gould, classe 1938, contrastò l’opinione di un regista: “Quando fui chiamato per Ocean’s Eleven ero felicissimo e così mi presentai puntuale all’appuntamento con il regista Steven Sodebergh ed esordii chiedendogli se il suo cognome fosse di origini ebraiche. Mi rispose che lui era svedese. Replicai che essere ebreo non è una nazionalità, ma uno stile di vita. Allora lui alzò la voce e ripeté di essere svedese. Immaginai di essermi giocato il ruolo, invece non fu così!”.

E la lontananza dal divismo torna quando dell’esperienza sul set con George Clooney, Matt Damon e Brad Pitt Gould ricorda solo la maniacalità del regista e la sensazione di stanchezza e sfinimento provate sulla sua pelle quando impegnato a girare una scena oltre l’1 di notte. Non è quindi un caso che, parlando del cinema italiano, citi nomi come quello di Michelangelo Antonioni e Dino Risi e che, ricordando i colleghi con cui ha lavorato in passato, si soffermi su una figura particolare, quella di Monica Vitti: “Ecco, lei è una star di prima grandezza. Ne parlo al presente perché, nonostante la sua salute la costringa fuori dalle scene, per me è ancora la vera diva del cinema italiano”.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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