sremo14Si è appena conclusa la 64esima edizione dell’evento televisivo in grado di calamitare l’attenzione dei media italiani per una settimana intera, il Festival di Sanremo. A bocce ferme, ecco un indice di quello che è stato offerto quest’anno, dalla A alla Z.

Ascolti – Bassi. E dire che, nonostante l’infausto presagio dettato dal mancato sollevamento del sipario all’inizio della prima serata, il giorno inaugurale l’auditel aveva registrato un lusinghiero 46% di share ma tant’è: notte dopo notte, il gradimento scendeva e così la percentuale che si riduceva, a dispetto dell’indegna controprogrammazione, ad un misero – rispetto allo scorso anno, si intende – 41%. I motivi? Scegliete voi: la lentezza, la mancanza di ritmo, la formula, i siparietti inutili dei conduttori, l’enormità di tempo destinato agli ospiti a discapito della gara,… L’idea di Fazio a riguardo? “Dove sono finiti questi 3milioni di telespettatori? Molte sono le cause e non adduco scuse esogene. Due i problemi principali: abbiamo rifatto troppo noi stessi, non bisognava riproporre il modello che aveva funzionato lo scorso anno e poi la mia minore concentrazione dovuta alla conduzione di CheTempoCheFa”

Bieber – A chi voleva superospiti stranieri che acciuffassero un pubblico giovane, Fazio ha replicato nel corso di un’intervista rilasciata a Massimo Gramellini in CheTempoCheFa del 23/2: “La direzione artistica fa delle scelte ed io ne rivendico la qualità. Perché non ho portato Justin Bieber? Perché non mi piace e preferisco Cat Stevens!”

Cospirazione – Il sospetto che ci sia stata è sollevato proprio dal conduttore. Oggetto del discorso, l’inizio al furmicotone della kermesse che ha visto due lavoratori appollaiati sulla ringhiera della galleria dell’Ariston, intenti a minacciare un volo in platea se Fazio non avesse prestato attenzione ai loro proclami: “L’idea che sia stata una messinscena è assurda: l’incidente non ha portato in alto gli ascolti – ha dichiarato il conduttore – Anzi, è stato ritardato di un quarto d’ora il vero inizio che prevedeva l’esecuzione di Creuza de mar da parte di Ligabue”

Donne – Poche. Quattro su quattordici big (oltre alla vincitrice Arisa, Giusy Ferreri, Noemi ed Antonella Ruggiero), addirittura due sulle otto nuove proposte (Bianca e Veronica De Simone).

Elisa – C’era anche lei al Festival, in veste di autrice di “Vivendo adesso”, il brano presentato da Francesco Renga e ritenuto, sin dall’inizio, il più papabile per la vittoria finale. Pur non condividendo il parere di chi, nel pomeriggio di “Domenica In”, si è spinto a definirlo “il vincitore morale di questa edizione”, c’è da dire che il pezzo è forte, funzionerà in radio e ha il merito di portare alla ribalta un tema poco trattato e quasi mai con tanta delicatezza, quello degli amori clandestini.

Formula – Ad avviso di chi scrive, uno dei motivi dell’insuccesso di questa rassegna. Perché costringere quattordici cantanti a presentare due canzoni e non offrire piuttosto ad un maggior numero di artisti l’occasione della vetrina sanremese? Senza considerare il fatto che quasi tutti i concorrenti hanno ammesso di avere un brano favorito e, in alcuni casi (evidenti quelli di De André e di Ron), hanno palesemente sofferto la scelta del televoto.

Grillo – Beppe, ovviamente. Sulla sua presenza al Festival molto si è vociferato, anche inutilmente. Il leader politico è stato protagonista di un incontro all’aperto con la stampa in cui ha esternato il suo parere sulla Rai, sulle lobby, ecc. e niente più.

Hunt – Non l’Ethan di “Mission Impossible”, no… bensì Rocco, vincitore delle Nuove Proposte con il brano “Nu juorno buono”. Classe 1994, il giovane cantautore rap salernitano è rappresentato dalla Sony – che ne ha prodotto il primo album “Poeta urbano” (giugno 2013) – e ha ottenuto in assoluto il maggior numero di consensi attraverso il televoto.

Interruzioni – Sottinteso, pubblicitarie. Tante, troppe: ogni venti minuti, cinque di spot.

Look – Imbarazzanti. Tralasciando le mise anonime degli uomini, si è dovuta registrare una mancanza completa di stile da parte delle donne. Dimenticate le annate in cui c’era un gran parlare degli abiti indossati dalle conduttrici o delle stravaganze che rendevano protagoniste una Berté o una Oxa! Il 2014 passerà alla storia come l’edizione meno memorabile di sempre. Unica ad osare, ma con poco gusto, Noemi (si è fatto un gran parlare della collana-gruccia ostentata martedì). “Tutto il resto è noia”, se non fosse stato per lo splendido abito vestito dalla sempre elegantissima ed originale Simona Molinari, ospite di Rubino nel corso della serata-evento di venerdì.

Moscone – Ovvero, in arte, “The bloody beetroots”, alias Sir Bob Cornelius Rifo, compare mascherato di Raphael Gualazzi e con lui secondo classificato con la scatenata canzone “Liberi o no”.

Notte – Fonda… Quella che ogni sera si è dovuto fare lo spettatore appassionato seguendo festival e, successivamente, dopofestival in streaming. L’ultima sera, tra una esibizione e l’altra, si è arrivati all’1 prima di sapere chi avesse vinto la 64^ edizione!

Ospiti – Si è discusso sempre, al Festival, sugli ospiti. Un tempo quelli italiani erano banditi (se volevi andare sul palco dell’Ariston, dovevi essere disposto a gareggiare!) e Sanremo diveniva sinonimo di costose star d’oltreoceano (ricordate i Duran Duran?). Nell’era Fazio, invece, si è dato spazio a star “di nicchia” o “d’antan”: da Cat Stevens a Renzo Arbore, da Rufus Wainwright a Raffaella Carrà, da Paolo Nutini a Gino Paoli, da Stromae a Claudio Baglioni e chi più ne ha ne metta.

Pif – Al “testimone” di MTV nonché premiato regista di “La mafia uccide solo d’estate” è spettato il compito di aprire le serate festivaliere con “Sanremo & Sanromolo”, simpatica striscia quotidiana trasmessa prima della messa in onda della kermesse. L’appuntamento è stato decisamente più piacevole e divertente di quello realizzato lo scorso anno da Elio e Le Storie Tese!

Qualità (Giuria di) – Presieduta dal regista Paolo Virzì, pare sia la causa della mancata vittoria di Renga a favore di Arisa. Polemiche a parte, c’è da chiedersi perché a giudicare musicisti e cantanti siano stati chiamati più attori che musicisti (del comitato facevano parte, oltre al succitato regista, Giorgia Surina e Silvio Orlando, solo per citare nomi di spicco).

Rivelazioni – Su tutti, i Perturbazione. Il gruppo torinese, sconosciuto ai più, si è aggiudicato meritatamente il premio della sala stampa per il trascinante e disimpegnato “L’unica”. Ma hanno colpito anche Giuliano Palma, riconosciuto dai tecnici come “il più intonato”, e Renzo Rubino, classificatosi terzo con “Ora”.

Squalificato – Ovvero Riccardo Sinigallia. L’ex Tiromancino è estromesso dalla gara a partire da venerdì e cioè non appena si apprende che il suo orecchiabile “Prima di andare via” era stato già eseguito qualche mese fa di fronte ad un pubblico di alcune centinaia di persone. Nessuno si indigna, anzi: al cantante è offerta l’occasione di esibirsi comunque, anche se fuori gara.

Turpiloquio – Quello della Lucianina nazionale. Ormai è un marchio di fabbrica, si sa, ma in troppe occasioni è stata una inutile ostentazione, poco adatta alla situazione e poco gradita a molti. La Littizzetto ha abbondato non solo in parolacce, ma in allusioni sessuali spesso fuori luogo.

Unione – Quella tra Fazio e Littizzetto celebrata da Terence Hill nei panni di Don Matteo (ma con il cinturone di Trinità) ed eterna “finche Festival non vi separi”.

Vessicchio – Il maestro d’orchestra è stato perenne oggetto di avance da parte di Luciana Littizzetto. Cinque serate di simpatico ed innocuo corteggiamento, con lui che se la rideva sotto i baffi… e la barba!

ZZZ – Ovvero l’abbiocco provocato dai tempi morti e dalle continue interruzioni pubblicitarie di questa edizione.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). In tv è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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