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Giuseppe Tornatore

Incontro Giuseppe Tornatore a Torino il mattino dopo che il regista siciliano ha assistito per la prima volta ad una proiezione del suo nuovo film in presenza del pubblico. È sabato 16 gennaio e l’oggetto della nostra conversazione è “La corrispondenza”, pellicola appena distribuita in 400 sale italiane dalla 01Distribution. A fare da sfondo all’intervista è il prestigioso Starhotel Majestic sito nei pressi di una Stazione Porta Nuova impacchettata per l’ennesimo restauro.

Perché partire da Torino per far conoscere la sua ultima fatica al pubblico italiano?
“Torino mi porta bene. Nel 2009 fu qui che presentai con successo Baarìa ed il pubblico che ieri era in sala con me al Cinema Ambrosio ha accolto il film in modo splendido: fosse dappertutto così, sarei felicissimo. E poi mi pareva giusto iniziare dal capoluogo della regione che ha fornito location determinanti per la storia d’amore dei miei due protagonisti”.

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Giuseppe Tornatore circondato dai vertici di Film Commission Torino Piemonte e FIP

In effetti lei ha voluto ricreare il rifugio di Ed ed Amy – interpretati da Jeremy Irons e Olga Kurylenko – tra l’Isola di San Giulio, il Lago d’Orta e Stresa dove con la troupe ha girato un paio di settimane, tra marzo e aprile 2015. Come è avvenuta la scelta di questi luoghi?
“L’idea era di trovare un nido, un luogo segreto dove il professore amava da sempre raccogliersi prima in solitudine, poi con la sua Amy. Il luogo doveva essere molto particolare. Circa tre anni fa ero stato invitato ad un convegno all’Isola Bella, avevo scattato qualche foto e poi non ci avevo pensato più. Quando abbiamo iniziato a parlare con il mio scenografo del posto che avrei voluto per questo film mi sono ricordato di quella serata e l’ho citata come esempio di ciò che cercavo. Allora lui venne qui e grazie all’incredibile collaborazione di FIP e Film Commission Torino Piemonte mi fornì molti materiali. A quel punto venni anche io ed il sopralluogo mi permise di optare per San Giulio perché meno commerciale dell’Isola Bella: volevo un posto intimo e quasi fuori dal mondo”.

Come e quando nasce il soggetto di “La corrispondenza”?
“L’idea risale a quindici anni fa. I miei film hanno tutti una lunga gestazione, in media cinque – sei anni, tranne “Una pura formalità” che nacque da una folgorazione. Per fare un esempio, “La migliore offerta” risaliva addirittura al 1984. Il soggetto originario di “La corrispondenza” prevedeva una figura maschile e più figure femminili, ma l’azione e il comportamento dell’uomo comportavano un uso della tecnologia avveniristico per l’epoca ed io temevo che l’aspetto per così dire fantascientifico finisse per cannibalizzare il vero significato dell’opera. Così ho riposto il progetto in quello che amo definire “il cassetto del purgatorio delle idee”. Via via ho capito che quella che all’epoca sembrava fantascienza era ormai cronaca: oggi tutto quello che fa il protagonista è assolutamente verosimile. Così ho riconsiderato e modificato l’idea primigenia e l’ho proposta, insieme ad altre, al produttore Antonio Paglia che mi aveva invitato a continuare la nostra collaborazione dopo “La migliore offerta”. È stato lui a prediligerla tra le altre.”

Ed Phoerum, l’astrofisico protagonista del film, riesce a mantenere una corrispondenza eccezionale con la sua amata, travalicando i confini di spazio e di tempo grazie a sms, video, Skype, Whatsapp. Il Giuseppe Tornatore di oggi ha una simile corrispondenza con quello che nel 1989 vinse l’Oscar con “Nuovo Cinema Paradiso”?
“Beh, in fondo il germe di questa storia è in Nuovo Cinema Paradiso: basta pensare alla pizza di scene tagliate che Totò riceve dal macchinista quando questi non c’è più”.

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Olga Kurylenko in una emblematica scena del film

Nella sua carriera ha diretto attori stranieri e italiani. Quali sono le differenze, se ci sono?
“La differenza sostanziale, per me, è la presenza della barriera linguistica. Mi torna in aiuto la sceneggiatura e devo studiare molto di più, prestare attenzione ad ogni dettaglio, farmi accompagnare passo passo da un fidato dialogue-coach. E poi ci sono altre particolarità…”

Tipo?
“Lo screen-time: spesso gli attori americani (e soprattutto i loro agenti) misurano l’opportunità di prendere parte ad un film in base alla quantità di minuti in cui sono presenti in scena. Da questo punto di vista ho apprezzato l’atteggiamento di Jeremy Irons il quale, sin dal primo incontro, ha colto un aspetto fondamentale del suo personaggio e cioè che egli è presente per tutto il film pur apparendo in video solo pochi minuti”

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Jeremy Irons

A proposito di Irons, come è avvenuta la scelta dei protagonisti?
“A volte hai già in mente l’interprete ideale in fase di scrittura (come avvenne per “Una pura formalità”), a volte hai una rosa di papabili. In questo caso, dei due o tre nomi che consideravo, il produttore è riuscito per primo a mettermi in contatto con Irons. Gli ho inviato il copione, l’ha letto e quindi ci siamo incontrati su Skype. Non appena mi è apparso seduto in poltrona e ha iniziato a parlare, l’ho visto nel film! L’intesa è stata immediata. Per il ruolo di Amy, è stato più complicato ma sono contento di Olga che ho scelto perché univa in sé doti interpretative e fisicità adatte al ruolo”

Prodotto da Paco Cinematografica e Rai Cinema, il film sarà proiettato in tre sale italiane in lingua originale. Preferirebbe disporre di più sale per la pellicola in versione inglese?
“Trovo che la versione italiana sia ottima e non condivido per niente questa sorta di luogo comune, di moda che spinge sempre più gente a pontificare sulla “mania” di doppiare i film. Molti parlano senza cognizione di causa, criticano per darsi un tono. A riprova di ciò, ecco un esempio: nel film ci sono due sequenze di conversazioni via Skype. Ho voluto fossero reali, con tutti i difetti di connessione del caso. Ebbene, c’è chi  riuscito a lamentarsi imputando al doppiaggio la colpa delle voci fuori sincrono quando in realtà per i doppiatori italiani è stata un’impresa ricreare questo effetto.

C’è anche chi, soprattutto donne, rimarca il fatto che lei propone nuovamente una storia d’amore in cui lui è ben più anziano di lei. Cosa risponde?
“Che è un caso, una coincidenza. A me, nella vita, non è mai accaduto. Forse mi è venuto naturale pensare ad un uomo più maturo per motivare il suo atteggiamento protettivo e la sua esigenza di accompagnare lei nell’elaborazione del dolore,… Pur essendo più maturo, comunque, Ed non è esente dal commettere errori: in amore tutto è contraddizione, sono angoscianti sia l’eccessiva presenza sia la totale assenza e lui fa come fanno tutti gli innamorati, commette dei pasticci anche se in buona fede. Non credo sia un narcisista come alcuni hanno detto: è ossessivo sì, ma in fondo cerca di accompagnare l’amata, di aiutarla a fare i conti con il passato e a riprendersi nello studio, a recuperare il rapporto con la madre, a offrirle stabilità”

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). In tv è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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