labsilenzioPremessa: la filmografia dedicata all’Olocausto è infinita e sempre più spesso concentrata sul dramma dei lager, di quei campi di concentramento prima di sterminio poi che per molti registi divengono occasione per mostrare scene raccapriccianti e sequenze ai limiti della sopportazione. In un panorama simile, fa specie quindi (in senso positivo) poter assistere ad una pellicola che suggerisce invece di mostrare e che, procedendo quasi per sottrazione, affronta il tema dal punto di vista del tutto inusuale degli “ariani”.

Il film in questione è “Il labirinto del silenzio“.

Diretto dall’italiano Giulio Ricciarelli, questo lungometraggio – datato 2014, ma appena uscito nelle sale nostrane – racconta le gesta del giovane procuratore tedesco Johann Radmann (un credibile Alexander Fehling). Alto, biondo, occhi azzurri e fisico scultoreo come si conviene ad un valido esponente della “razza teutonica”, Radmann vive nel ricordo del padre scomparso in guerra e nel mito della verità che va cercata a tutti i costi. Disposto addirittura a pagare un’ammenda per conto terzi pur di non transigere alla legge, nel 1958 l’uomo conosce per caso il giornalista Thomas Gnielka e, attraverso lui, una realtà sconcertante che si collega ad una località sorprendentemente poco nota alla sua generazione: Aushwitz. In un clima di diffidenza e colpi bassi, Johann affronterà una lunga e sofferta ricerca alla scoperta della Storia tedesca certo, ma anche, immancabilmente, della sua storia e darà vita al primo processo grazie al quale la Germania – ad una decina di anni da quello tenutosi a Norimberga – iniziò davvero a prendere coscienza dei crimini contro l’umanità di cui si era macchiata.

Mescolando personaggi reali (il giornalista Thomas Gnielka e il procuratore Fritz Bauer, a cui il film rende omaggio) a quelli di finzione (il protagonista è un mix ispirato a tre procuratori realmente esistiti), Ricciarelli realizza un’opera asciutta, irreprensibile e suggestiva, un legal-thriller che si chiude con l’aprirsi del processo, un film dossier tanto sobrio quanto efficace, intenso e rigoroso.

Le proiezioni in Germania mi hanno sorpreso – ha dichiarato Ricciarelli davanti al folto pubblico presente all’anteprima organizzata al Cinema Nazionale di Torino il giorno 12 gennaio 2016 – perché gli spettatori mi si avvicinavano ansiosi di potermi raccontare la loro storia. Ho preferito suggerire anziché mostrare anche perché come regista so perfettamente di non essere all’altezza dell’immaginazione del pubblico. Con questo film non intendevo giudicare, ma affrontare una realtà che gli stessi tedeschi ignorarono fino agli anni Sessanta“.

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

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