marco mengoni  francesco prandoni

Marco Mengoni in concerto (foto di Francesco Prandoni)

Lo incontro il 28 aprile, appena un’oretta prima che debba salire sul palco della prima tappa, quella torinese, del suo nuovo tour denominato #MengoniLive2016. Sembra sereno. Anzi, è sereno. E con voce calma risponde alle domande di un gruppo di giornalisti arrivati anche da Milano per assistere al concerto e sentire cosa aspettarsi da un evento che ha il sapore dei record ancor prima di iniziare visto il “tutto esaurito” registrato in molte delle quindici tappe previste e la decisione di aggiungere ulteriori diciannove date che, da novembre, lo porteranno in giro per l’Italia e l’Europa.

Che concerto devono aspettarsi i tuoi fan?
“Un concerto di Marco Mengoni, ma anche il concerto della band di Marco Mengoni: sono contento del fatto che i musicisti che mi supportano mostrino di fidarsi sempre più del mio orecchio, pur non essendo io diplomato al Conservatorio. Abbiamo avuto soddisfazione nel rifare degli arrangiamenti o rielaborare sia i pezzi un po’ dimenticati nel cassetto, come “Solo” o “I got a fear”, sia quelli nuovi di zecca come il nuovissimo “Parole in circolo” che, dal vivo, acquista una vita diversa e mi convince appieno. Io sono un eterno indeciso, appena stampo un disco penso che avrei potuto farlo meglio. In questo senso il live ti permette di far uscire la tua creatività, musicale e non”.

Come?
“Anche grazie ad una tecnologia che mi consente di sbizzarrirmi al massimo e ad un palco che mi permette di soddisfare l’esigenza di essere più vicino al mio pubblico. Andavo ai concerti altrui e mi rendevo conto che avevano trovato escamotage per essere più a contatto con i loro fan: volevo fare lo stesso, anzi, volevo trovarmi al centro del pubblico. Quindi abbiamo creato due palchi tra i quali mi muoverò in modo mascherato ma molto “figo”, portando con me una buona parte del palco vero e proprio”

MengoniLive2016

Un momento del concerto, foto Danila Elisa Morelli

Volevamo stupirvi con effetti speciali…
“C’è roba che succede nel corso di tutto il concerto che ho soprannominato ‘triathlon’ perché è veramente un susseguirsi di qualsiasi cosa, è una maratona contro il tempo: mi piace perché spero di riuscire a non far calare mai la tensione del pubblico”

Come hai scelto i ventiquattro brani in scaletta?
“È sempre difficile fare delle scalette anche perché, man mano che si va avanti, i dischi aumentano, c’è sempre più materiale. Ho scelto i brani che istintivamente sentivo più giusti per questo tour e per il progetto Parole In Circolo”

Che differenza c’è tra il Mengoni del tour precedente e quello di questa sera?
“Mi sento più sicuro, sono maturato, cresciuto, ho ascoltato e visto molte cose: è già dall’altro tour che pensavo a questo nuovo. Devo però dire che questa volta è la prima in cui non ho avuto il tempo di pensare al futuro, ma solo al presente. Dire che sono soddisfatto non è da me: io non sono mai soddisfatto di niente per carattere e credo sia una fortuna… mi spinge sempre a fare di più e credo sia un bene. Quando non avrò più niente da dire e da fare, saluterò tutti e me ne andrò”

La scelta di Torino come prima tappa è casuale o segue una precisa volontà?
“Parto da Torino perché è una delle città che mi mette più paura e le paure bisogna affrontarle subito: questo palazzetto mi ha sempre spaventato. Ogni volta che ci entro, mi sembra sempre più grande. Quest’anno è la prima volta che il palco così imponente mi fa sentire in equilibrio”

Il PalaAlpitour sembrerà grande, ma il tutto esaurito potrebbe far pensare agli stadi…
“C’è tempo per gli stadi. Ho pur sempre solo 27 anni”

Qual è il brano, se c’è, che ti emoziona di più eseguire dal vivo?
“Non ce n’è uno in particolare. In realtà so già che mi emozionerò di più quando sarò sospeso sul pubblico e guarderò dall’alto le persone che, magari cinque mesi fa, hanno deciso di acquistare un biglietto e che per conquistarsi un buon posto hanno persino dormito in un sacco a pelo per vedere me! Osservare questo ben di Dio mi emozionerà sicuramente”

Hai scelto di chiudere ogni tappa con “Guerriero”, un brano intenso che è divenuto quasi un inno contro il bullismo, specie dopo essere stato eseguito in prima serata su Rai Uno con Paola Cortellesi…
“In sette anni di carriera, ho avuto diverse occasioni di incontro con persone che hanno subito sopraffazioni. Sono convinto che le parole, anche cantate, siano importanti e ne ho avuto riprova direttamente: mi viene in mente una fan che ha dimostrato di fare tesoro di alcuni miei messaggi e ora, dopo un periodo difficile, ha iniziato a vivere una vita piena. La vedo meno ai miei concerti, ma ne sono felice perché significa che sta bene! Non fraintendetemi: non mi credo Gesù, anche se sono nato il 25 dicembre (ride)”

Dal punto di vista musicale, sono mesi di lutti importanti: prima Bowie, poi Prince.
“Sono i miei maestri, in particolare la notizia della scomparsa di Prince è stata davvero brutta. Inizi un tour e viene a mancare uno dei tuoi idoli: istintivamente ti viene da fare qualcosa e non è escluso visto che con la band siamo in grado di eseguire diversi suoi brani: li conosciamo a memoria”

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Informazioni su dael72

Nata a Varese, residente a Torino. Iscritta all’Albo Nazionale dei Giornalisti dal 1999. Dopo la Maturità Classica conseguita presso il Liceo Ginnasio Statale “Cavour” di Torino, si è laureata con lode in Tecniche della Comunicazione a 24 anni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. Parla inglese, francese e spagnolo. Ha seguito corsi di Comunicazione (Ufficio Stampa presso l’Unione Industriale di Torino), di Dizione (presso la ODS di Torino), di Cinema (montaggio, sceneggiatura, ripresa), di Conduzione Radiofonica (presso Radio Centro 95 di Torino). Attualmente è giornalista free-lance specializzata in critica cinetelevisiva ed interviste e collabora con il quotidiano "Cronaca Qui" di Torino. In passato ha scritto per i periodici nazionali “IL BORGHESE”, “LA VOCE BORGHESE”, “LIBERO”, per i quotidiani “Libero” e “Torino Cronaca”, per il semestrale della Pronto Assistance Servizi SpA “EQUIPE PA” e per il notiziario “Massena 20″ dell’Associazione Commercianti di Torino; ha redatto e condotto notiziari locali e trasmissioni su musica e cinema per emittenti radiofoniche regionali. Nel suo curriculum, per poter meglio comprendere i meccanismi interni al mondo dello spettacolo, ci sono anche alcune esperienze di recitazione (lettura poesie per la Biennale dei Giovani Artisti, attrice in “Quattro Imprevisti per un Matrimonio” per la rassegna teatrale Aquilegia Blu, comparsa in produzioni Rai). Di recente è apparsa come “la prof” nel programma per ragazzi “LA TV RIBELLE” trasmesso sul canale tematico Rai Gulp.

Una risposta »

  1. Rocco Morelli ha detto:

    bell’rticolo

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