Ecco un’intervista fatta all’allora sconosciuto Giulio Berruti nel lontano 2007!

Berruti brinda con Alleva e Felberbaum_INTERNET“Per ora non può ancora vantare fan club e siti internet a lui dedicati, non può sfoggiare un lungo curriculum né tante esperienze lavorative, ma è solo questione di tempo: Giulio Berruti diventerà “qualcuno” e lo farà molto presto.
In autunno, per la precisione, quando milioni di telespettatori (e, soprattutto, telespettatrici) potranno ammirarlo come protagonista di “Rivombrosa”, terzo capitolo della saga ideata dal produttore Guido De Angelis.
Durante la conferenza stampa a Villa della Regina, l’attore ventiduenne di origini piemontesi (da parte di padre) dichiara apertamente di sentirsi emozionato per la sua “prima volta” davanti a tanti microfoni. A tu per tu si rivela più a suo agio ed affronta ogni domanda con inusitata serietà, estrema cortesia e disponibilità.
Non stupisce che il regista Stefano Alleva lo abbia scelto (nella maniera più classica, cioè dopo centinaia di provini) per incarnare il perfetto innamorato: non solo ha l’aspetto del principe azzurro ma, soprattutto, il carattere, il portamento ed i modi, tanto da congedarsi con un raffinato baciamano d’altri tempi.

Alla 18esima settimana di lavorazione e a circa 8 dalla fine, qual è il bilancio?
Sto vivendo una bellissima esperienza dal punto di vista umano. Ognuno degli attori impegnati in “Rivombrosa” è un amico ed un maestro ed il regista Stefano Alleva è fantastico: sono cinque mesi che siamo lontani da casa, ci sono momenti di sconforto, senti il peso dell’aspettativa e lui mi è stato vicino come un padre, come un amico, come un maestro di vita. Auguro a chiunque faccia questo mestiere di poter lavorare con lui o con qualcuno come lui, perché il nostro mestiere è fatto di emozioni e qui ho trovato il clima adatto ad esprimere e veicolare queste emozioni.

E’ tutto “top secret”, ma puoi dirci qualcosa del tuo ruolo?
Ogni giorno mi confronto con Andrea (questo il suo nome, n.d.r.): è un personaggio in continua evoluzione, molto simile a me per certi aspetti ma altrettanto diverso per altri e questo mi è di stimolo, sia come persona che come attore.

La differenza più grande?
Andrea è molto forte, a volte addirittura arrogante. Io mi emoziono facilmente e sono un timidone.

E com’è che un “timidone” diventa attore?
Per volontà, per passione. Io studio Odontoiatria all’Università, ma sin da piccolo ho sempre amato imitare gli altri avendo uno spiccato spirito di osservazione. Da cosa nasce cosa…

Hai studiato recitazione?
No, se si esclude un seminario di Michael Margotta, ex insegnante dell’Actor’s Studio. Però chiaramente mi sto impegnando molto: non voglio assolutamente sprecare questa occasione d’oro, non intendo propormi al pubblico solo per il mio aspetto. So che ho molto da offrire e sto cercando gli strumenti per dimostrarlo.

Berruti ed il cast maschileIl pubblico televisivo ti ha già visto ne “La freccia nera” accanto a Riccardo Scamarcio…
E’ stato un onore lavorare con lui perché è davvero molto in gamba: ne ho ammirato soprattutto l’incredibile impegno e la forza di volontà spaventosa, la dedizione con cui si dedica a quello che fa. Sono uno “scamarcista”!

“La freccia nera”, ora “Rivombrosa”: sembri abbonato ai film in costume…
Non dimenticarti il mio primo film, “Melissa P.”: lì il costume era da bagno! (ride)

Dopo “Rivombrosa”?
Ho già qualche idea ma non ne parlo per scaramanzia. In realtà vorrei continuare questo lavoro. Posso fare un appello a tutti i produttori? (sorride)

I tuoi modelli?
Amo Dustin Hoffman e trovo che ci siano delle somiglianze tra lui ed Elio Germano, un attore che trovo strabiliante. Elio è “l’attore”, ha un talento incredibile… Amo Denzel Washington perché trasmette tantissimo.

E Johnny Depp?
Sì però, a differenza di Hoffman e Washington, è un trasformista: Johnny è in grado di diventare chiunque.

Quali ruoli ti piacerebbe fare?
Qualsiasi ruolo. Amo questo lavoro e credo che qualsiasi ruolo vada preso con il massimo della serietà. Ammetto che faccio molto sport, mangio sano, vado a letto presto… Per cui i ruoli molto fisici mi piacciono tanto perché sono portato alla fisicità mentre devo ancora affinare la capacità di rendere le emozioni ed i sentimenti da fermo…

Pratichi arti marziali?
Sì, una disciplina tailandese che si chiama Muay Thai.

Ci potrebbe essere un ruolo d’azione quindi nel futuro di Giulio Berruti?
Sì, ma non di sola azione, alla Van Damme per intenderci. Voglio comunque avere il modo di trasmettere una verità: penso più ad un film come “Rocky” in cui Stallone trasmetteva umanità, debolezza, forza, …

Stile ” Il corvo”? Il primo intendo…
Esattamente!

(nelle foto: il regista Alleva ed i protagonisti Felberbaum e Berruti nel parco di Villa della Regina a Torino; l’attore con il cast maschile – Danila Elisa Morelli ©)

Se non vi è bastato, sappiate che non tutti, ma molti dei miei vecchi articoli sono qui! 😉

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