L’ULISSE TORINESE SBARCA AL CINEMA

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Andrea Zirio in una scena (fonte, ufficio stampa)

Chissà cosa direbbe Omero nel vedere la sua Odissea ambientata in un futuro distopico ed Itaca rimpiazzata da una Torino crepuscolare ribattezzata per l’occasione Taurus City! Ovviamente il leggendario cantore cieco non può rispondere al quesito, ma il pubblico cinematografico potrà farsi un’idea dell’effetto che fa questo Ulisse moderno con l’arrivo nelle sale italiane di “Ulysses. A dark odissey”.

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Vertici Fip e Film Commission con cast tecnico e artistico del film presso il CinePorto di Torino (fonte, ufficio stampa)

Prodotto dalla torinese Adrama Film con la consulenza di Fip ed il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Banca del Piemonte, il film diretto da Federico Alotto è decisamente ambizioso per vari motivi.
Prima di tutto perché, realizzato nel capoluogo sabaudo da una piccola casa di produzione locale, mira al mercato internazionale: non solo è stato scritto da Alotto e dal protagonista Andrea Zirio insieme a James Coyne (già autore di “Sherlock Holmes 3”), ma è anche stato interpretato in lingua inglese da un cast ricco di star internazionali come Danny “Arma Letale” Glover, Udo Kier, Anamaria Marinca (interprete di “Fury” con Brad Pitt) e la cantante Skin.

In secondo luogo perché i giovani produttori torinesi hanno rinunciato a budget maggiori pur di portare avanti in assoluta libertà il loro progetto: <<Per finanziarlo in America volevano più pistole e più esplosioni – ha spiegato ieri Zirio – A sentir loro Ulisse avrebbe dovuto scappare con Calipso! Abbiamo preferito fare da soli, grazie anche al provvidenziale aiuto dell’imprenditore Alberto Sola>>. Il quale ha sottolineato: <<Mantenendo i costi sotto il milione di euro, questi talentuosi ragazzi hanno realizzato una pellicola che solitamente ne richiede almeno quattro>>.

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Ulisse con Cali in una scena del film (fonte ufficio stampa)

La pellicola è ambientata nel 2027. Taurus City è una metropoli degli Stati Uniti d’Europa annichilita da un regime dittatoriale guidato da Glover la cui figlia, Penelope, piange da ormai sette anni la scomparsa del marito Johnny Ferro (Andrea Zirio, doppiato nella versione italiana da Adriano Giannini). Costui, nome di battaglia “Ulisse”, soffre di un’amnesia che gli ha cancellato tutti i ricordi tranne uno, la promessa fatta alla consorte di tornare da lei. Ed è per raggiungerla che Uli dovrà compiere un viaggio notturno tra luoghi ben identificabili che i torinesi non mancheranno di riconoscere (dai Murazzi alla Palazzina di Caccia di Stupinigi al “Cacao”). Lungo il percorso, Uli sarà “accompagnato” (le virgolette sono motivate da un interessante svolta narrativa) dal commilitone Nico e incontrerà figure misteriose e surreali in grado di influenzarne il percorso, come il trans Hermes interpretato da un ottimo Mario Acampa.

Il risultato? Un film inclassificabile: <<Non è un film di genere – dichiara Alotto – Azione? Avventura? Thriller? Per me è una storia d’amore>>

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