Fish&Chips: il festival hot di Torino

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La locandina di Luis Quiles

Se è vero che “il buongiorno si vede dal mattino”, c’era da aspettarselo che la seconda edizione del “Fish & Chips – Festival Internazionale del Cinema Erotico e del Sessuale” di Torino sarebbe andata benone.
C’era da aspettarselo perché durante la serata inaugurale di giovedì scorso al Cinema Massimo si era avvertito, a dispetto del gelo registrato dai termometri sparsi in città, un clima particolarmente caldo dovuto alla sala gremita e ai contenuti “hot” delle due pellicole scelte per l’occasione: il cortometraggio artistico (in tutti i sensi) “Peep Show” di Rino Stefano Tagliafierro e il lungometraggio d’epoca – pur essendo in anteprima nazionale e in versione 4K, l’originale è datato 1973 – “Belladonna of Sadness” di Eiichi Yamamoto.

E così non sorprende il 23% di presenze in più registrato dall’edizione 2017 rispetto a quella 2016 per un totale di 3700 tra cinefili e curiosi che hanno: assistito alle proiezioni dei cinquantacinque film in cartellone, partecipato alle quattro tavole rotonde svoltesi allo Spacenomore su temi che spaziavano dal bondage all’asessualità, visitato le mostre allestite per l’occasione sull’artista spagnolo Luis Quiles, artefice della locandina del festival, e sul mondo del bondage e del sadomaso, indagati dal torinese Tomaso Clavarino.

Belladonna of Sadness © Cinelicious Pics

Un fotogramma di “Belladonna of Sadness” di Eiichi Yamamoto

Ciò detto, pare comunque comprensibile la soddisfazione della direttrice artistica Chiara Pellegrini che alla vigilia aveva sottolineato le difficoltà provate nel realizzare la manifestazione (alla conferenza stampa di presentazione aveva usato i termini “caparbietà, sacrifici e volontariato”) e che ora, a festival ormai archiviato, è a maggior ragione felice dei risultati ottenuti: “Siamo estremamente contenti che la nostra proposta culturale sia stata accolta in modo ancora più caloroso rispetto allo scorso anno. È un segnale molto positivo aver visto in sala e agli incontri così tanti giovani perché sono proprio il target che cerchiamo, ma ci ha fatto piacere vedere che anche le persone più anziane si sono approcciate con curiosità alla novità che proponiamo: significa che Fish & Chips può davvero essere interessante e utile per tutti”.

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“League of exotic dancers”, 1° nei lungometraggi

Successo di pubblico a parte, non bisogna dimenticare che il festival prevedeva tre sezioni competitive e ad aggiudicarsi il primo premio nei concorsi “Lunghi”, “Corti” e “Corti XXX” sono stati l’americano “League of exotic dancers”, l’indiano “Memories of a machine” ed il tedesco “Heimat XXX”. Menzioni speciali per “Church Road” e “Audaz se eleva”, per “Trouser bar” e per “Breathtaking”.

Film da ogni dove (il piacere non ha confini), ma nessun italiano perché, se è vero che una interessante retrospettiva era dedicata alla regista Giuliana Gamba (per la cronaca, l’altra omaggiava l’attrice statunitense Marilyn Chambers), è altrettanto vero che le produzioni nazionali latitano e ad ammetterlo è la stessa direttrice del festival il cui titolo, tradotto, significa (con tutti i doppi sensi del caso) “pesce e patatine”: “Su circa seicento pellicole visionate, solo il 20 per cento proviene dall’Italia”.

Ci rifaremo il prossimo anno? Chissà. Per adesso la missione di “sdoganare il sesso e la sessualità, senza discriminazioni, attraverso la fascinazione del cinema e delle immagini” non è del tutto riuscita e si spera che, in futuro, nel “concentrato di piacere” promesso dalla locandina riesca ad entrare qualche sano ingrediente made in Italy.

Sito ufficiale: www.fishandchipsfilmfestival.com

View Fest e View Conference al via

Mancano ormai pochi giorni alla diciassettesima edizione della View Conference, la manifestazione che porterà a Torino quello che gli organizzatori non esitano a definire, giustamente, “il gotha internazionale della cultura digitale”

Dal 24 al 28 ottobre, infatti, si daranno appuntamento al Centro Congressi TorinoIncontra tante star della moderna animazione come i geni della Disney-Pixar John Halstead (supervisore di “Inside Out”, “Monsters University” e “Up”) e Sharon Calahan (direttrice della fotografia di “Alla ricerca di Nemo” e “Ratatouille”) che terranno due incontri sugli effetti speciali di “Alla ricerca di Dory” e “Il viaggio di Arlo”.

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Teresa (Salma Hayek), Brenda (Kristen Wiig), Barry (Michael Cera), Frank (Seth Rogen), Lavash (David Krumholtz) and Sammy (Edward Norton) in Columbia Pictures’ SAUSAGE PARTY.

Arriveranno dagli Stati Uniti d’America anche Byron Howard, director di “Rapunzel” e del recentissimo “Zootropolis”, Brad Lewis, produttore del film Warner “Cicogne in missione” (al cinema dal 20 ottobre), e i registi Mike Mitchell e Walt Dohrn, creatori dell’atteso “Trolls” (dal 27 ottobre). Per non parlare di Steve Emerson e Marc Haimes che parleranno in anteprima di “Kubo e la spada magica”, in sala da novembre ma visibile in anteprima nel corso del “ViewFest” in programma dal 21 al 23 ottobre.

Elencare tutte le personalità che atterreranno in città per la cinque giorni è impossibile perché la più importante conferenza italiana ed europea dedicata alla grafica digitale, all’industria dello spettacolo e alla cultura transmediale ha voluto per l’edizione 2016, parole della direttrice Maria Elena Gutierrez, “i riconosciuti leader del settore animazione ed effetti speciali”.

Ed è proprio qui che sta la straordinarietà di “View Conference”: consentire al pubblico di partecipare ad incontri, laboratori, tavole rotonde e sessioni interattive con personalità di spicco quali David Feiss della Sony Pictures, che terrà un attesissimo workshop sui fondamenti dello story-board, o Victoria Alonso, l’argentina che guida i Marvel Studios responsabili della realizzazione di cinecomics come “Iron Man” e “The Avengers” .

Grande novità dell’edizione 2016 è il “Bootcamp Videogiochi” che da lunedì 24 a mercoledì 26 offrirà la grande opportunità a talenti e start-up italiani di mostrare i propri lavori ad esperti internazionali e investitori del settore: un’occasione unica, una vetrina di respiro internazionale per chi ama a tal punto il mondo dei videogame da volerne far parte.

Infine, tra un gustoso dietro le quinte di “Star Wars” e il Google Day Dream, ci sarà spazio anche per la realtà virtuale impiegata per “cose serie”: Donald Greenberg, direttore del programma di grafica digitale alla Cornell University, porterà la discussione su quanto siano possibili e auspicabili applicazioni della cosiddetta VR anche in campo medico.

Ieri, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, la direttrice Gutierrez ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, la sedicente “mamma di View” ha espresso un auspicio: “Torino è stata un punto di riferimento nella nascita della radiotelevisione e può tornare ad esserlo nell’era digitale. Si fa tanto parlare della Fiera del Libro ma non c’è confronto tra la rilevanza economica e occupazionale dell’industria editoriale e quella dell’immagine digitale: gli incassi globali di tre film che presenteremo in questa edizione superano da soli l’intero fatturato dell’editoria italiana! Spero quindi che Torino sia capace di continuare ad investire sul ruolo di primo piano che View ha in Europa e non solo”. Un ruolo evidente visto il fitto programma che caratterizza entrambi gli eventi. Ad iniziare per primo sarà il View Fest, in programma al Cinema Massimo dal 21 al 23 ottobre. Porterà a Torino diverse anteprime italiane come l’originale “Sausage Party”, l’intenso “Drifting Away” e il fantastico “Kubo e la spada magica” che sarà presentato dal supervisore degli effetti speciali Steve Emerson, in sala per la proiezione del 23 ottobre. Dal 24 al 28 sarà poi la volta del View Conference presso il Centro Congressi TorinoIncontra: è qui che si terranno le oltre cento ore di laboratori e le lectio magistralis tenute dai creatori di film come “Inside Out”, “Ratatouille”, “Rapunzel” e “Alla ricerca di Dory”. Incontri, lezioni, anteprime, approfondimenti: una otto giorni di full immersion che trasformerà Torino nella capitale mondiale della computer grafica e della realtà digitale

 

Info su www.viewfest.it e www.viewconference.it

Grande Fratello VIP: quali i concorrenti?

 

In teoria dovrebbe iniziare il 19 settembre su Canale5, ma in pratica il “Grande Fratello Vip” è già cominciato da mesi a colpi di presunti scoop ed indiscrezioni spesso false e tendenziose. Indiscrezioni che servono a creare il giusto clima di attesa attorno ad un reality che basa il suo successo in gran parte sulla “forza” dei nomi dei concorrenti.

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La conduttrice Ilary Blasi

Dopo aver tenuto banco con il toto-conduttrice, stabilito una volta per tutte che al timone della trasmissione ci sarà la bella e brava Ilary Blasi in Totti e che Alfonso Signorini sarà il suo fido opinionista, è giunto il momento di trovare chi diverrà oggetto di riprese ventiquattro ore su ventiquattro, di commenti al vetriolo e di imbarazzanti monologhi nel confessionale.

Inutile dire che di candidati al ruolo ce ne sono diversi, tutti pronti a rispondere sì allo spot che recita: “Quando esci ti riconoscono? Sei paparazzato? Hai un agente che lavora per te? Ma allora sei un Vip e Grande Fratello Vip ti sta cercando!”.

Tutti pronti sì… tranne una. Alba Parietti si è infatti affrettata a definire, senza mezzi termini, falsa la notizia di una sua partecipazione: “Non ho nessun interesse né intenzione, nemmeno per tre milioni di euro – ha scritto l’8 luglio sul suo profilo Facebook aggiungendo di trovare “avvilente, svilente e offensivo che pur sapendo come la penso il mio nome sia tirato in ballo”.

Non smentisce, invece, Stefano Bettarini il quale sembra – a dichiararlo è stato il settimanale “Oggi” – abbia già firmato un contratto per varcare la porta rossa. E che dire del “pittoresco” Bosco Cobos: amico di Jonas Berami, si è fatto notare per l’ingombrante esuberanza nel corso dell’ultima edizione dell’Isola dei famosi e più di uno è pronto a scommettere che possa entrare nella casa nonostante la poca “vippitudine”.

E se Corinne Clery ha rifiutato per “impegni teatrali” improcrastinabili, c’è chi si fa avanti proprio per allontanarsi dal palcoscenico: la 37enne Eleonora Cecere, ex fanciulla di “Non è la Rai”, che dice di puntare su “simpatia e semplicità” dopo aver dovuto digerire un no ai provini per l’Isola dei Famosi 2014.

Mettere ordine tra le fila di candidati è impresa ardua. D’altronde il cast ufficiale sarà svelato solo all’ultimo momento (per l’effetto suspense di cui sopra) e poi anche solo ventilare l’ipotesi di un ingresso nel Gf Vip garantisce copertine cui pochi rinunciano. A riprova di ciò, nell’ultimo mese sono stati dati per papabili gli sportivi Bobo Vieri e Valentina Vezzali (già ballerini a “Ballando con le stelle”), le ex gieffine Raffaella Fico e Francesca Cipriani, la “signorina buonasera” Maria Giovanna Elmi e l’attrice Serena Grandi che, pare, avrebbe imposto come condizione la presenza dell’amico Cristiano Malgioglio, già opinionista al Gf.

Tanti nomi, poche certezze. Una su tutte: sarà molto difficile vedere nella casa il più volte strombazzato Fabrizio Corona. Più probabile invece ammirare, armato di forbici e phon, Chicco “Kikò” Nalli, parrucchiere noto alla platea di “Detto Fatto” su Rai Due nonché marito di Tina Cipollari, volto storico di “Uomini e Donne”.

Danny Glover: a 30 anni da Arma Letale faccio il suocero di Ulisse a Torino!

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Anamaria Marinca, Federico Alotto, Danny Glover e Andrea Zirio

Sono trascorsi esattamente trenta anni dal primo ciak di Arma Letale e Danny Glover è sempre lo stesso, capelli bianchi a parte.
L’indimenticabile sergente Murtaugh – compunto padre di famiglia in odore di pensione affiancato dall’esuberante collega Riggs (Mel Gibson) in ben quattro film – è appena arrivato a Torino, pronto a calcare da domani il set di Ulysses – A dark Odyssey.

Come mai una star hollywoodiana si trovi all’ombra della Mole Antonelliana per essere diretto dall’esordiente Federico Alotto è presto detto. Secondo Glover la “colpa” è tutta di Kirk Douglas e degli spaghetti: “L’idea di un’Odissea trasposta in epoca moderna mi affascinava non solo perché sulla carta è una sfida eccitante – ha dichiarato sornione durante la conferenza stampa tenutasi oggi presso il centralissimo Golden Palace Hotel – ma anche perché amo il personaggio di Ulisse da quando lo vidi interpretato dal grandissimo Kirk Douglas. Se sono qui, però, è pure merito degli spaghetti: sono cresciuto a San Francisco dove esiste da sempre una comunità italiana molto forte. Non potevo farmi sfuggire l’occasione di poter venire nell’Italia vera e toccare con mano la sua cultura, anche gastronomica”.
E da oggi al 3 agosto, data di fine riprese (le location sono sparse tra il Quadrilatero, i Murazzi, il Cacao ed il Bunker), è facile prevedere che di occasioni per assaporare la cucina tricolore ce ne saranno. Più ostico, per non dire impossibile, è invece capire il ruolo che l’interprete di Fuga da Alcatraz e Il colore viola andrà a ricoprire: “Posso solo dire che mi chiamerò Micheal Ocean e sarò il magnate di Taurus City”.

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Christopher Jones, Jessica Polski e Cassandra Gava

Ecco svelato un particolare: Torino diventa Taurus City, moderna Itaca di un altrettanto contemporaneo Ulisse interpretato dal trentenne Andrea Zirio, soggettista, sceneggiatore e produttore del film con Alotto: “Il modello è ovviamente quello omerico – ha spiegato l’attore, premiato nel 2014 come miglior interprete per il cortometraggio I see monsters – ma ci sono approfondimenti psicologici alla Joyce e riferimenti più moderni alla sindrome post-traumatica e alle sostanze stupefacenti. Spero di aver trovato una chiave personale e nuova di lettura del personaggio”.
Conferma l’originalità del progetto anche Alotto: “Non si tratta né di fantasy né di fantascienza. Se devo, la definisco una storia d’amore dark che sta superando le mie aspettative: ogni singola inquadratura è frutto di un eccezionale lavoro di squadra e per me dirigere attori affermati è un’esperienza tanto eccezionale quanto inaspettatamente naturale”.

Ulysses – A dark Odyssey ha già interessato il mercato estero ancor prima dell’Italia, dove dovrebbe uscire nel 2017. E difatti, oltre a Glover, il cast conta nomi di spicco provenienti da ogni dove: il tedesco Udo Kier, attore prediletto da Lars Von Trier; la rumena Anamaria Marinca, interprete di “Fury” con Brad Pitt; gli statunitensi Cassandra Gava, Cristopher Jones e Jessica Polski (già vista nelle sit-com “Piloti” e “Camera Café”). Tutti accorsi a Torino perché affascinati dalla sceneggiatura, come testimoniato dalla Marinca: “Quando Cassandra Gava mi ha inviato la sceneggiatura – ha dichiarato l’attrice, recentemente diretta da Ron Howard in Mars – mi è piaciuta talmente che, pur trovandomi nel Sahara per il National Geographic, fuori dal Mondo e senza connessione, ho fatto di tutto per contattare la mia agente e chiederle di attivarsi per procurarmi la parte”.

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Paolo Tenna di Fip, Paolo Damilano e Paolo Manera di Fctp, Andrea Zirio e Francesca Leon

“Un respiro ed un cast internazionali per un film tutto torinese, dalla location alla produzione – sottolinea Francesca Leon, Assessora alla Cultura del Comune di Torino – per il quale vanno ringraziate Film Commission Torino Piemonte e Film Investimenti Piemonte, elementi fondamentali del tessuto culturale della città perché danno sostanza alle idee e rendono il nostro territorio produttivo”. Produttivo e attento al cinema, visto che Ulysses – A dark Odyssey rappresenta, dopo il fortunato Un posto sicuro, il secondo investimento cinematografico della Banca del Piemonte e vede come “business angel” Alberto Sola il che, a conti fatti, garantisce una ricaduta sul territorio di ben 400mila euro.

Tornando a Glover, l’attore si è detto entusiasta di lavorare per un progetto indie: “Amo tutto il cinema: preferisco guardare pellicole straniere che blockbuster americani. Ho prodotto film africani, recitato in opere messicane e adoro gli italiani come Il gattopardo di Luchino Visconti e La battaglia d’Algeri di Gillo Pontecorvo. Che ricordo ho di Arma Letale? Meraviglioso: sul set c’era un clima di collaborazione unico che univa tutti… Mi ha dato davvero tanto: non smetto mai di ricordare che dopotutto da ragazzino sognavo di diventare un ballerino e mai e poi mai avrei potuto immaginare di divenire un attore così popolare”.

La NOIR-mania parte da Torino

acChe Torino sia la città italiana “noir” per eccellenza è cosa nota. Un tempo sfondo di gialli tipo La donna della domenica di Fruttero e Lucentini, oggi il capoluogo sabaudo vanta il Centro di Produzioni Rai – da pochi giorni diretto dal cinquantanovenne Roberto Nepote – in cui è realizzato “Amore criminale”, il programma che dal 2007 ha di fatto portato il genere docufiction in tv declinandolo a tinte fosche e che da allora non mostra segni di cedimento, anzi: un paio di mercoledì fa è riuscito addirittura a far vincere negli ascolti Rai Tre nei confronti di Rai Due.
Impresa ancora più significativa se si pensa che i drammi illustrati da Barbara De Rossi hanno dimostrato di interessare più dell’esordio della sponsorizzatissima serie tv “Jane The Virgin”. In pratica un milione e seicentomila spettatori ha preferito alle improbabili e scanzonate vicende della giovane rimasta incinta senza aver mai consumato la storia di Francesco, vittima di stalking, e la vicenda tragica di Anna, assassinata solo per aver rifiutato di tornare con l’uomo sbagliato. Il conseguente share del 7,66 per cento è più che lusinghiero se si pensa che il programma più seguito della serata è stato su Rai Uno l’edizione speciale di “Porta a Porta” sul Brexit con l’11 per cento.

Che la cronaca nera in tv “tiri” è evidente: “Amore Criminale” è infatti solo il primo di una serie di programmi tv dedicati a crimini efferati puntualmente ricostruiti, commentati, vivisezionati da esperti.

Il programma ideato e diretto da Matilde D’Errico e Maurizio Iannelli vanta lo stile asciutto, la sensibilità verso il tema della violenza sulle donne, la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato ma è indubbio che l’idea di “sceneggiare” le vicende narrate ha dato vita a numerosi epigoni che tendono a spettacolarizzare i crimini in tv e che affascinano soprattutto quando trattano casi di omicidi e scomparse. Non sarà un caso che Daria Bignardi, direttrice di Rai Tre, abbia annunciato di volere per la prossima stagione televisiva un “Chi l’ha visto?” quotidiano da trasmettersi all’ora di pranzo! E così, dopo un’estate contraddistinta anche da “Terzo indizio” su Rete4 e “Crimini del cuore” su Real Time, l’autunno 2016 si preannuncia ancora più nero perché, oltre a “Chi l’ha visto?” tutti i giorni, bisogna considerare il ritorno certo di “Quarto grado” e “Segreti e delitti” e gli approfondimenti macabri presenti d’abitudine in “La vita in diretta” o “Pomeriggio Cinque”.

Signori, il delitto è servito.