Il Dong al via!

Have A Nice Day Still 5© 2017 Nezha Bros Pictures Company Limited, Le-joy Animation Studio

“Have a nice day”

Si è aperta ieri la terza edizione di Dong Film Fest, prima rassegna italiana dedicata al cinema cinese indipendente.

Al Cinema Massimo di Torino saranno proiettati cinque film in concorso, due cortometraggi, un film d’animazione ed interverranno ospiti di prestigio tra cui Marco Müller, direttore artistico del Pingyao International Film Festival, ed in passato direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e del Festival internazionale del Film di Roma.

Il programma di oggi, sabato 27 ottobre, prevede alle ore 16.30 il documentario CHINAMEN di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte (IT, 2017) che saranno presenti in sala con Marzia De Giuli, giornalista Rai e alle 18.00 il film in concorso SUBURBAN BIRDS di Qiu Sheng (CH, 2018) in anteprima italiana.
A chiudere la seconda giornata del festival, alle ore 20.30, HAVE A NICE DAY di Liu Jian (CH, 2017) che, presentato da Marco Müller, è incentrato sul potere esercitato da una borsa contente un milione di yen su chi vorrebbe dare una svolta alla propria vita.

Domani, domenica 28 ottobre, alle ore 16.00 sarà il turno di THREE ADVENTURES OF BROOKE di Yuan Qing (CH/MAL, 2018) e, a seguire alle 18.00, del film di chiusura DEAD PIGS di Cathy Yan (CH/USA, 2018).

Annunci

Caro Diario: memorie private al Polo del ‘900

Si intitola come uno dei più famosi film di Nanni Moretti, ma con la filmografia dell’ex direttore del Torino Film Festival non ha niente a che fare, anzi: “Caro diario”, l’evento che avrà luogo oggi e domani, 24 e 25 ottobre, al “Polo del ‘900” in via del Carmine 14, si interessa all’opera di chi non è regista di professione ma ha tenuto in mano una videocamera per riprendere scene di vita quotidiana realizzando i cosiddetti filmini del primo giorno di scuola, delle vacanze, del matrimonio,…
Memorie di famiglia che hanno visto parenti e amici davanti alla macchina da presa e dietro chi ha cercato di catturare un frammento di vita per immortalarlo e renderne più facile il ricordo, attimi registrati in 9.5mm, 8mm o Super8 che oggi rischiano di perdersi a causa dell’avvento dei nuovi formati digitali e del succedersi delle generazioni, ma che grazie ad un sapiente lavoro di recupero svolto dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa sono stati valorizzati tanto da uscire dalla dimensione casalinga e divenire patrimonio di tutti.
Ecco, “Caro diario” è questo: un seminario, una lettura scenica ed una rassegna cinematografica frutti del progetto “Mi ricordo” che, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, ha raccolto in pochi anni oltre diecimila film di famiglia. Voluto dall’Anci e dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia in collaborazione con l’Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali, con Add Editore e con Rete Italiana di Cultura Popolare, l’evento è ad ingresso gratuito, avrà inizio il 24 alle 14,30 con un “Caffè di benvenuto” ed i saluti istituzionali di prammatica cui seguiranno due incontri, alle 15,30 “Mal d’archivio” con Elena Testa, Dimitri Brunetti, Stefano Allegrezza, Natalia Cangi e Pietro Jarre e alle 17 “Sì, sono io” con il regista Davide Ferrario ed il presidente del Museo del Cinema Sergio Toffetti insieme a Gianmaria Pilo, Alina Marazzi e Andrea Romeo. Alle 20 sarà il turno delle proiezioni che proseguiranno alla stessa ora anche il 25 spaziando dal 1929 (anno di “Viaggio in India” di Danilo Monte) al 2017 (“Attesa di un’estate” di Mauro Santini).

La Cina a Torino: ecco il Dong Film Festival

Swdphs6g

Un fotogramma da “Suburban birds”, uno dei film del Dong Film Festival

È stata presentata venerdì presso la Mole Antonelliana la nuova edizione del “Dong Film Festival” che avrà luogo da venerdì 26 a domenica 28 ottobre al Cinema Massimo di Torino.

Giunta al suo terzo anno di vita, la rassegna che si propone di offrire una panoramica sul cinema cinese contemporaneo si articolerà in due sezioni: in concorso ci saranno cinque pellicole di cui tre in anteprima nazionale, fuori un cortometraggio reduce dalla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e un documentario di animazione sulla comunità cinese in Italia.

<<Abbiamo scelto dei film di elevata qualità che credo possano raccontare allo spettatore la Cina e le sue specificità ma anche qualcosa che riguarda ognuno di noi>>, ha dichiarato Alessandro Amato, storico del cinema e animatore culturale che si è occupato della costruzione del programma dell’edizione 2018.

Tra gli ospiti annunciati è particolarmente atteso Marco Müller, direttore artistico del Pingyao International Film Festival, già direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e del Festival internazionale del Film di Roma.

Supportato da Cinema Massimo e Museo Nazionale del Cinema, Assoziazione Nuova Generazione Italo-Cinese), Comodo64, Add editore ed EiE Film, il Dong Film Festival torinese avrà inizio a pochi giorni di distanza da “Visioni contemporanee”, il festival gemello che ha portato il cinema italiano dal 13 al 17 ottobre a Shanghai: <<La rassegna è stata un successo, tanto che alcuni dei film in selezione sono stati proiettati anche in due università cinesi, la Shanghai Film Academy e la Nanjing Normal University – ha dichiarato la direttrice Zelia ZbogarIl pubblico cinese ha partecipato con tanto interesse e curiosità e ha riempito tutte le proiezioni. Soprattutto ci hanno fatto tantissime domande sui film proposti. Ora vogliamo fare in modo che la rassegna a Shanghai diventi un appuntamento fisso, con cadenza annuale, e che insieme al festival torinese alimenti quello scambio di visioni tra professionisti e pubblico italiano e cinese che rappresenta il vero obiettivo di associazione Dong>>.

Dal canto suo Giulia Carbone, programmer, coordinatrice e responsabile delle relazioni internazionali del Dong Film Fest ha sottolineato che grazie al Dong stanno nascendo “proficue collaborazioni internazionali”. Pare infatti sia in fase di sviluppo un film documentario che vede la direzione creativa di Marco Müller e la produzione della torinese EIE FILM e che verterà sulle eccellenze enogastronomiche delle Langhe albesi e monregalesi. Il film – sostenuto da Film Commission Torino Piemonte – sarà scritto e diretto da due autori cinesi e distribuito anche in Cina.

Non ho niente da perdere, a dicembre su Rai 1

20181003_123039

Sergio Assisi, Edoardo Pesce e Carolina Crescentini al Cineporto di Torino

Un matrimonio in pompa magna, una donna tanto affascinante quanto ipocondriaca, un ex carabiniere trasformatosi in guardia del corpo ed un wedding-planner con una passione per la cucina vegana talmente insana da trasformarlo in terrorista: ecco, in sintesi, alcuni degli ingredienti di “Non ho niente da perdere”, originale commedia le cui riprese, tutte realizzate in Piemonte, sono terminate l’11 ottobre scorso.
Diretto da Fabrizio Costa ed interpretato da Carolina Crescentini, Edoardo Pesce e Sergio Assisi, il film è destinato a far parte del ciclo “Purché finisca bene” la cui nuova stagione andrà in onda su Rai Uno a dicembre: <<Un ciclo fortunato in cui per la prima volta cerchiamo di mixare i generi commedia ed azione – ha dichiarato il regista Costa, presente ieri al Cineporto di via Cagliari con gli attori principali del cast – L’impresa non è facile, ma mi sembra che l’esperimento stia riuscendo bene>>.

<<Mi sono sentita un po’ Tomb Raider! – ha chiosato sorridendo Carolina Crescentini, ora in tv nella seconda stagione de “I bastardi di Pizzofalcone” – Oltre all’azione, però, il film vanta sequenze divertenti e situazioni buffe grazie alle quali il mio personaggio riuscirà a superare le sue nevrosi senza quasi accorgersene>>.

Soddisfatti dei loro ruoli anche gli altri due protagonisti, Edoardo Pesce e Sergio Assisi: il primo, Nastro d’Argento per “Dogman” e presto destinato ad interpretare Alberto Sordi in un biopic per la tv, si è detto felice di potersi misurare con un personaggio principale; il secondo ha ironizzato sul suo ritorno a Torino:<<Questo è il mio quinto film qui: iniziai con Lina Wertmuller in “Ferdinando e Carolina” e finisco così, in un ruolo da buffone di corte! Scherzi a parte: fare il cattivo è sempre interessante ed il mio villain è molto simpatico con la sua elegante follia>>.

Commenti positivi anche da Paolo Manera: il direttore della Film Commission Torino Piemonte ha sottolineato come “Non ho niente da perdere” rappresenti <<l’ennesimo esempio di produzione che, ospitata sul nostro territorio, ne valorizza luoghi e professionalità>>. Le prove? Sono piemontesi ben otto attori (tra cui la vercellese Ilaria Genatiempo, già vista in “Sulla strada di casa”) ed oltre quattrocentocinquanta comparse, ventisette professionisti (dal primo assistente alla regia Matteo Bernardini alla direttrice del casting Luana Velliscig fino alla truccatrice Katia Lentini) e tutte le location che spaziano dalla Gran Madre al Cto, dal Parco della Mandria a Villa Cimena di Castagneto Po.

 

Barbora Bobulova: giovane, bellissima e… autocritica.

20180922_225219

Barbora Bobulova, Alessandro Piavani e la regista Letizia Lamartire al Cinema Massimo di Torino

Dopo il debutto all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, è nelle sale “Saremo giovani e bellissimi”, interessante opera prima di Letizia Lamartire.

Abbiamo incontrato  l’ottima protagonista Barbora Bobulova durante l’anteprima torinese della pellicola organizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal  Seeyousound : <<Sono molto legata a Torino – ha raccontato l’attrice – non solo perché fui giurata al 28° Tff, ma perché è qui che ho vissuto bellissime esperienze con il Teatro Stabile e che ho girato “La spettatrice” e la serie tv “Maria José, l’ultima regina”. Mi piacerebbe viverci, è la città italiana che preferisco>>.

Come descriverebbe il suo personaggio?
<<Isabella è una cantante la cui vita è segnata da un brano di enorme successo cui non è seguita però una carriera altrettanto buona. Da adulta si esibisce in un piccolo locale con il figlio Bruno (interpretato da Alessandro Piavani, anche lui in sala) sul quale riversa un amore maniacale ma anche le colpe del suo fallimento professionale. Può sembrare un ruolo negativo, ma ho trovato questo personaggio complesso, sfaccettato e difficile da non amare: è talmente fragile ed infantile da farsi perdonare qualsiasi cosa, anche gli sbagli. È uno dei più bei ruoli che io abbia mai recitato e cantato>>

Cantato talmente bene da aver vinto a sorpresa il Soundtrack Stars Award a Venezia.
<<Che soddisfazione! Cantare è stata la realizzazione di un sogno. Credo che i due mestieri si attirino a vicenda: mi piacerebbe molto misurarmi in un musical>>.

A teatro?
<<No. Sono più a mio agio sul set, meglio ancora se cinematografico dove solitamente si corre meno e c’è più libertà autoriale>>

“Saremo giovani e bellissimi” è un’opera prima. Il suo curriculum ne è ricco, pur avendo recitato anche con registi affermati come Ozpeteck, Muccino, Bellocchio. Come mai?
<<Per caso. È anche vero, però, che i giovani registi mi piacciono per la creatività, la fantasia, l’energia e la mancanza di paura nel rischiare: non tendono a catalogarti e ti permettono di misurarti con sfide sempre nuove e personaggi diversi>>

Per Isabella è tempo di bilanci, per lei?
<<Lo è sempre. E arrivo sempre allo stesso punto: non mi sento mai arrivata, sono perennemente in sfida con me stessa. È faticoso essere così autocritica: ogni volta che mi rivedo, noto solo i difetti>>